Uccide 4 persone a colpi di pistola. Ergastolo per Luciano Pezzella

Per i giudici era in grado di intendere e di volere

Trentola Ducenta / LuscianoLuciano Pezzella, l’ex agente della polizia penitenziaria è capace di intendere e di volere.

La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per l’uomo che ha ucciso, con una pistola, quattro persone, il 12 luglio del 2015.

Le vittime

Pezzella, agente penitenziario, al termine di una lite per motivi di vicinato, uccise padre, madre e figlio (Michele Verde, Vincenza Caiazza e Pietro Verde) e il giovane Francesco Pinestro, giunto nell’abitazione dei Verde per una commissione.

Scaricò sulle vittime l’intero caricatore della sua pistola d’ordinanza, una Beretta calibro 9, tutto per una lite causata dal parcheggio di un furgone.

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Si legge nelle carte processuali

“A causa di pregressi dissidi tra le parti – scrivono i giudici – scaturiti perché Luciano Pezzella non sopportava che Michele Verde scaricasse delle cassette di frutta sul furgone di Francesco Pinestro posteggiato sulla strada di fronte all’abitazione del Pezzella, la mattina del 12 luglio 2015, alla vista del furgone del Pinestro parcheggiato sotto la sua abitazione, il Pezzella usciva di casa con la pistola di ordinanza celata nel marsupio e, dopo avere richiesto al Pinestro di spostare il mezzo, estraeva l’arma e lo colpiva mentre costui gli dava le spalle, attingendolo con due colpi alla regione lombare. Quindi il Pezzella entrava nell’abitazione della famiglia Verde e, alla vista di Michele Verde sul piano rialzato, colpiva anch’egli alle spalle, attingendolo con tre colpi di arma da fuoco alla schiena. Successivamente, saliva al primo piano ove trovava indifesa Vincenza Caiazza, che colpiva alle spalle attingendola con diversi colpi alla spalla sinistra, al fianco destro e ai glutei. Infine il Pezzella scaricava i restanti proiettili del caricatore contro Pietro Verde, accorso in ausilio della madre, attingendolo allo sterno, all’emitorace ed alle braccia.”

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