Tassa sui rifiuti a Recale: il Comune invia ‘cartelle pazze’ ai cittadini

"Ed oggi, inopinatamente, si chiede ai cittadini di versare ancora una volta quelle somme che già erano state riconosciute frutto di un errore di calcolo! Alla luce di questi fatti – conclude Michele Lasco – invitiamo l’amministrazione ad emettere immediatamente un comunicato ufficiale che annulli tutti gli avvisi"

Brutta sorpresa per i cittadini di Recale, che hanno ricevuto in questi giorni cartelle di riscossione per tributi non pagati nel 2015.

Ma, dopo un’attenta verifica, il Partito Democratico lancia un allarme: molti avvisi sarebbero frutto di un clamoroso errore.

“L’amministrazione Porfidia – ironizza il segretario PD Michele Lasco – ha spedito nelle case dei recalesi gli auguri di buon anno sotto forma di cartelle di riscossione. Sia ben chiaro: la lotta all’evasione è un fatto sicuramente auspicabile, ma va condotta con criterio e colpendo solo chi è effettivamente accertato come moroso. Inviare notifiche a casaccio senza fare i dovuti controlli significa solo fare confusione. Risultato? Centinaia di avvisi indirizzati a persone che hanno regolarmente pagato, denaro pubblico sprecato in spese postali e disagi per l’utenza che in un momento di profonda crisi, magari perché ha smarrito una ricevuta, rischia di pagare due volte un tributo. Ci piacerebbe sapere dal sindaco Raffaele Porfidia come ha pensato di gestire, nel rispetto delle vigenti disposizioni di sicurezza anti-Covid, il flusso di cittadini che vorranno a buon diritto chiedere spiegazioni o, ancor meglio, esibire le prove di aver effettuato tutti i pagamenti dovuti. Infatti tanti cittadini perfettamente in regola – afferma il segretario PD – si sono visti notificare di non avere pagato totalmente quanto dovuto e stanno impazzendo per cercare di capire come sia potuto succedere. Sì, perché sulle notifiche relative alla Tari abbiamo potuto verificare che l’amministrazione ha preso una cantonata colossale: nel 2014 le prime rate della Tari furono calcolate basandosi sulle tariffe dell’anno precedente e molti cittadini si trovarono ad aver pagato più di quanto poi fu stabilito, a fine 2014, nella delibera a conguaglio. L’amministrazione dell’epoca, per restituire la somma versata in più dai cittadini, nell’emettere le bollette TARI del 2015 calcolò direttamente la compensazione scalando dal totale quanto incassato in eccesso l’anno precedente”.

“Ed oggi, inopinatamente, si chiede ai cittadini di versare ancora una volta quelle somme che già erano state riconosciute frutto di un errore di calcolo! Alla luce di questi fatti – conclude Michele Lasco – invitiamo l’amministrazione ad emettere immediatamente un comunicato ufficiale che annulli tutti gli avvisi di recupero per pagamento parziale della Tari 2015, perché assolutamente sbagliati ed illegittimi”.