Sospeso il sottufficiale che intascava gli stipendi dei colleghi. Rischia il licenziamento

Sulla vicenda interviene anche lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano: "siamo parte lesa".

CAPUA – Anche lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, con una nota stampa, interviene sulla vicenda riguardante il caso del sottufficiale addetto alla contabilità presso il 17° Rav “Acqui” attivo alla caserma “O.Salomone” e che avrebbe incassato gli stipendi dei giovani volontari in ferma prefissata (Vfp) congedati, per un totale di quasi 100.000.

Ecco il comunicato: «In merito alla notizia pubblicata su alcuni organi di stampa relativa ad un Sottufficiale che si attribuiva indebitamente cospicue somme di denaro, la Forza Armata si dichiara parte lesa.

Le anomalie riscontrate da personale dell’Esercito, nell’ambito delle periodiche attività di controllo amministrativo, hanno portato alla denuncia al Tribunale Militare del citato Sottufficiale, che attualmente risulta sospeso dal servizio.

L’Esercito ribadisce la totale fiducia negli organi inquirenti, fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e confermando la ferma condanna di simili comportamenti che violano l’etica militare e non rispettano i princìpi e i valori di riferimento della nostra Istituzione.

In tal senso, l’Esercito si riserva l’adozione di ogni provvedimento utile a tutelare la propria immagine, anche nel rispetto di tutti gli appartenenti alla Forza Armata che, invece, con profonda onestà e professionalità, svolgono quotidianamente il proprio dovere, in Italia e all’estero».

Attualmente l’ufficiale risulta sospeso dal servizio e nel momento in cui verrebbe accertata la sua responsabilità rischia il licenziamento. Inoltre continuano gli approfondimenti delle autorità anche per gli anni passati, in modo da accertare eventuali altri illeciti.