DNA umano, così è stato scoperto il mega inquinamento. Batteri 80 volte oltre la norma

La Procura ha stimato che il depuratore abbia smesso di funzionare, o comunque in modo parziale, dal 2015

Vitulazio – L’intera indagine è partita dalla foto pubblicata sui social network il 6 maggio scorso, che immortalava la mega chiazza nera in mare alla foce del Canale Agnena a Castel Volturno.

Le autorità si sono immediatamente attivate prelevando campioni d’acqua lungo tutto il corso, ipotizzando un possibile sversamento da un allevamento bovino o bufalino.

Ma quando sono state analizzate le acque, da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, si è giunti ad una svolta.

All’interno dei campioni c’era una prevalente contaminazione da DNA umano con deboli tracce per quanto riguarda il DNA animale. In poche parole la principale fonte dell’inquinamento era da attribuire a illeciti scarichi di acque reflue urbane non depurate.

E’ seguita nei giorni successivi un’attività ricognitiva del Canale Agnena con ispezioni delle sponde, con mezzi natanti e sorvoli, al fine di vagliare ed individuare tutte le possibili fonti dell’inquinamento.

Finalmente gli inquirenti sono giunti all’impianto di depurazione intercomunale che convoglia nel Canale Agnena le acque reflue urbane prodotte dagli abitati di Vitulazio, Pastorano, Camigliano e Bellona.

Durante le fasi di verifica i tecnici hanno constatato che circa la metà dei reflui bypassano l’impianto dallo sfioratore di piena, immettendosi direttamente nel Canale Agnena, senza alcun trattamento di depurazione e in assenza di autorizzazione.

All’interno di queste acque è stata riscontrata l’abnorme presenza di Escherichia coli pari a 380.000 UFC (Unità Formanti Colonie batteriche per millilitro), quando il limite ammesso per l’Escherichia coli in uno scarico in acque superficiale è pari a 5.000 UFC.

L’impianto è stato posto sotto sequestro e nominato un amministratore giudiziario nella persona del Prof. Giovanni Auriemma. Risultano indagate 5 persone, i sindaci di Vitulazio, Pastorano, Camigliano e Bellona ed il rappresentate legale dell’azienda che ha gestito l’impianto.

Foto pubblicata sui social