Sentenze comprate. 15 arrestati, tra i quali anche un pubblico ministero

Viaggi e soldi in contanti per evitare i processi

NAPOLI – Gli uomini della Guardia di Finanza nell’ambito di una inchiesta congiunta delle Procure di Roma e Messina, hanno tratto in arresto 15 persone.

Tra le quali il Giancarlo Longo, recentemente trasferito alla sezione distaccata del tribunale di Ischia, nel ruolo civile. L’inchiesta delle Fiamme gialle riguarda dossier e depistaggi per condizionare i processi, e le indagini sulle tangenti Eni.

Come ricostruito dagli inquirenti il pm sarebbe stato corrotto con un viaggio a Dubai con moglie e figli, un Capodanno al Grand Hotel Vanvitelli a Caserta e 80mila euro in contanti.

Spiega Francesco Cellammare, presidente dell’Associazione Forense di Ischia: “Il giudice Longo – aggiunge – era stato trasferito qui lo scorso 22 gennaio e finora si era limitato a meri rinvii. Stava seguendo un corso di approfondimento in procedura civile avendo lavorato come pm al penale per tanti anni”.

“Vige il principio di presunzione di innocenza – sottolinea il presidente dell’associazione forense ischitana – e sono fiducioso che Longo riuscirà a dimostrare la sua innocenza. Per la nostra sezione distaccata è comunque un fatto grave: con l’arresto di stamattina siamo rimasti con un solo giudice togato, mi auguro che il presidente del Tribunale di Napoli voglia trasferire una risorsa al più presto” conclude Cellammare.

“Come difensore di Giancarlo Longo mi spiace dovere rilevare che mentre l’agenzia Ansa era nelle condizioni di diffondere la notizia degli arresti, dando contezza di particolari contenuti nell’ordinanza custodiale emessa dai Gip di Roma e di Messina, al sottoscritto difensore non solo non è stato ancora notificato il detto provvedimento ma addirittura la cancelleria dell’Ufficio Gip non mi ha potuto mettere a disposizione gli atti ostensibili in quanto (almeno fino alle ore 13,00) non vi era prova dell’integrale esecuzione dell’ordinanza”. Interviene l’avvocato Candido Bonaventura, legale dell’ex pm Giancarlo Longo, arrestato per corruzione. “E’ disarmante constatare che ancora una volta l’opinione pubblica – aggiunge – venga informata prima del difensore e che, a distanza di diverse ore dall’arresto del mio assistito, io non sia ancora nelle condizioni di svolgere alcuna attività difensiva”.