Caserta – Le indagini dei carabinieri del Nas di Caserta hanno permesso di svelare un raffinato sistema truffaldino imperniato su quattro laboratori di analisi della provincia di Caserta gestiti da un unico nucleo familiare di San Nicola la Strada, luogo anche fulcro di ideazione e commissione della prevalenza dei reati.

Un dipendente dell’ASL di Caserta, in servizio presso l’ufficio economico finanziario, al fine di ottenere propri illeciti tornaconti economici, si era accordato con il titolare di un noto centro odontoiatrico della provincia, al fine di “eliminare” dai rientri una quota, pari di € 147.000,00 del debito complessivo che il centro aveva accumulato nei confronti dell’ASL per un importo di € 1.820.406,64, già programmato in cinque differenti piani di rientro, afferente a prestazioni sanitarie odontoiatriche non convenzionate e dunque non riconosciute dall’ASL

Le indagini hanno altresì provato che tali condotte, da parte dei dipendenti dell’ASL di Caserta, non venivano attuate solo nei confronti dei quattro laboratori di analisi oggetto dell’indagine, ma erano divenute una collaudata pratica truffaldina svolta anche a favore di altre strutture private convenzionate esistenti nella provincia di Caserta.

Dall’attività investigativa è altresì emerso che i responsabili dei laboratori ed i loro collaboratori emettevano una serie di false certificazioni medico sportive rilasciate a timbro e firma di ignari specialisti, dalle quali facevano scaturire una serie di prescrizioni mediche per esami di laboratorio, determinando un grave rischio per i destinatari delle certificazioni di idoneità sportiva che venivano emesse anche in presenza di patologie non diagnosticate e dunque non certificate.

I destinatari delle misure sono:

– custodia in carcere:

1) CORVINO Pasquale (anni 58) di San Nicola la Strada (CE);
2) SCHIAVONE Pietro (anni 40) di Mondragone (CE);
3) MARTUCCI Maurizio (anni 59) di Santa Maria Capua Vetere (CE);
4) ALBALONGÀ Leone anni 63) di Curti (CE);
5) PICCIRILLO Pasquale (anni 56) di Recale (CE);

– sottoposizione agli arresti domiciliari:

1) CAPPARJELLI Rosaria (anni 40) di Mondragone (CE);
2) DE SIVO Raffaela (anni 32) di Marcianise (CE);
3) IULIANO Laura (anni 38) di Caserta;
4) MARRONE Domenico (anni 44) di Caserta;
5) CANTELLI Costantino (anni 40) di Caserta;
6) MOTTOLA Franco (anni 55) di Napoli;
7) PETRICCIONE Vincenzo (anni 39) di Aversa (CE);
8) RUSSO Francesco (anni 53) di Casal di Principe (CE);
9) SCIORTINO Anna (anni 39) di Napoli;

– obbligo di presentazione alia P.G, ed interdizione della professione medica per:

1) BARBATO Domenico (anni 66) di San Nicola la Strada (CE);
2) RICCIO Francesco (anni 61) di Alvignano (CE);
3) PARDI MEROLA Emilio (anni 62) di Santa Maria Capua Vetere (CE).

AGGIORNAMENTO 2 NOVEMBRE 2020. L’avvocato Vincenzo De Blasio comunica che il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione della posizione di Laura Iuliano, che era stata coinvolta nell’inchiesta sul centro Minerva di Caserta. Il pubblico ministero ha sottolineato che “con riferimento alla posizione di Laura Iuliano, il quale probatorio a suo carico risulta grandemente ridimensionato alla luca sia dell’interrogatorio di garanzia dell’indagata che dagli approfondimenti investigativi sopravvenuti alla emissioni della ordinanza cautelare, dai quali non è emersa una consapevole partecipazione alla realizzazione dei reati contestati”.