Sandokan: “Non ho deciso la morte di Quadrano, non ero a capo dei Casalesi”

“Io non c’entro nulla“. Specificando che “dal 1993 al 1996 (anno dell’omicidio quadrano, n.d.r.) non mi sono interessato degli affari clan" dichiara il boss

Casal Di PrincipeFrancesco Schiavone (Sandokan) ha risposto alle domande nel processo che lo vede come imputato presso la corte d’Assise a Santa Maria Capua Vetere.

Durante l’audizione via video ha anche rilasciato delle dichiarazioni spontanee. Sull’omicidio di Giuseppe Quadrano, omonimo cugino del killer di don Peppe Diana, che in seguito è diventato collaboratore di giustizia, il boss ha confermato la sua posizione:

Io non c’entro nulla“. Specificando che “dal 1993 al 1996 (anno dell’omicidio quadrano, n.d.r.) non mi sono interessato degli affari clan. Erano altri a gestirlo“, senza specificare chi fossero gli “altri”.

Sulla questione, Sebastiano Panaro, che accompagnò l’esecutore materiale dell’omicidio, Nicola Panaro, ha dichiarato di non aver avuto “contatti con Francesco Schiavone“, poiché, al tempo, era legato maggiormente alla fazione di Antonio Iovine e Francesco Bidognetti.