SAN PRISCO. Celebra una promessa di matrimonio, ma è tutto nullo

SAN PRISCO – Nel pomeriggio di ieri tra le strade di San Prisco è stato affisso un manifesto intitolato “Il rilancio dell’azione amministrativa…arroganza ed ignoranza”, e firmato da cinque consiglieri comunali Matrona Libertino, Rosaria Pasquariello, Filomena De Felice, Annalia Curatolo e Salvatore Abbate.

Vi riportiamo il testo integrale del manifesto:

«E’ grande l’imbarazzo per l’uso improprio ed offensivo che questa amministrazione fa del potere attribuitosi in modo quantomai discutibile. Lunedì 5 giugno, presso la casa comunale, l’assessore Lina Abbate presa dal sacro fuoco dell’apparire ad ogni costo, ha preteso ed ottenuto da un ‘sindaco distratto’ di sostituirsi all’ufficiale dello stato civile e senza alcun rispetto delle leggi (dpr 396/2000 titolo 1 comma 3) e ancor meno delle istituzioni, con smisurata bramosia ha indossato la fascia tricolore, solenne distintivo che andrebbe usato con consapevolezza e decoro, procedendo a celebrare una promessa di matrimonio trasformandola e ‘ridicolizzandola’ in una grande manifestazione istituzionale con tanto di fanfara, fotografi e cineoperatori alla presenza di un sindaco ‘accondiscendente’.

‘Il grave pasticcio’ ha prodotto un atto nullo, tanto che il giorno successivo la cerimonia è stata ripetuta alla presenza dell’ufficiale di stato civile per poter acquisire piena efficacia. Eppure il sindaco ha giustificato l’indegno ribaltone posto in essere asserendo che la competenza e la professionalità dei nuovi assessori avrebbero dato il necessario slancio all’azione amministrativa.

La farsa rappresentata descrive una nuova compagine amministrativa tragicomica, che mette a nudo il basso profilo istituzionale del sindaco e della giunta, ‘una giunta che probabilmente già da subito evidenzia dinamiche interne che non consentono di operare con tranquillità e solerzia, dovute ad eccesso di protagonismo da parte di taluni e mancanza di rispetto’…delle istituzioni.

Il sindaco sapeva bene che noi non avremmo mai tradito la volontà popolare ‘impegnandoci a programmare la caduta dell’amministrazione’. Smetta di dire bugie e prenda l’unica decisione saggia: chieda scusa e vada via. Forse la gente che ha creduto in una brava persona, garante della discontinuità con la vecchia politica, troverà la forza di perdonare a lui e ai suoi amici un’azione politica infame come il tradimento dell’intera comunità samprischese».