Ucciso per sbaglio dalla camorra. Respinta la richiesta di vitalizio

La decisione del giudice

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CASAPESENNA – Il giudice monocratico di Napoli Barbara Gargia rigetta la richiesta di sollevare la questione di legittimità della norma contenuta nell’articolo 2, comma 21 della Legge 94 del 2009.

Si tratta della mancata concessione del vitalizio ai familiari delle vittime della criminalità organizzata, in questo caso di camorra, che abbiano parenti o affini entro il quarto grado sottoposti a procedimento di prevenzione o penale per motivi di mafia.

I familiari di Paolo Coviello, ucciso per un errore di persona, nel 1992 insieme a Pasquale Pagano dai killer del clan dei Casalesi, avevano fatto richiesta dell’indennizzo, ma il giudice ha respinto il procedimento.

Le motivazioni sono da ricondurre al fatto che “è molto difficile, in concreto, raggiungere la prova positiva della predetta estraneità ad ambienti delinquenziali da parte delle vittime”.