Maria morta dopo l’aborto: 2 condanne e 5 assoluzioni

Condannato il ginecologo della donna

Immagine di repertorio

Due condanne e 5 assoluzioni per la morte di Maria Ammirati, la ragazza di Marcianise deceduta dopo l’aborto ed un’odissea tra gli ospedali di Caserta e Marcianise.

La seconda sezione della Corte d’Appello di Napoli presieduta dal giudice Di Stefano (a latere Grasso e Forte) ha confermato la sentenza pronunciata in primo grado per Nicola Pagano, il ginecologo che aveva in cura la ragazza, condannato a 3 anni.

Ridotta la sentenza per Maria Tamburro condannata ad 1 anno e 8 mesi con il beneficio della sospensione della pena (in primo grado aveva ricevuto 4 anni). Assolti per non aver commesso il fatto, invece, Maria Golino e Luigi Vitale (entrambi condannati in primo grado a 4 anni). Confermata l’assoluzione già pronunciata dal giudice di Santa Maria Capua Vetere per Carmen Luigia De Falco, Andrea Fusco e Pasquale Parisi.

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Gabriele Amodio, Giuseppe Stellato e Mosca. Maria morì nell’estate del 2012 dopo un’intervento di amniocentesi in seguito al quale iniziò a soffrire di forti dolori addominali.

Sintomi che la spinsero a recarsi all’ospedale di Caserta dove le venne diagnosticata una colica renale. Venne dimessa. Il giorno successivo la 35enne si recò all’ospedale di Marcianise dove finalmente venne acclarata la perdita di liquido amniotico e la morte del feto.

L’infezione provocò nella donna una neutropenia. Giunse all’ospedale di Caserta alle 20,15, in condizioni già gravissime, morendo durante la notte.