Pizzo per il trasporto dei bracciati. Arrestato 29enne. Gestiva il traffico con l’aiuto del fratello

Dalle attività di intercettazione disposte nell’ambito del procedimento principale è emerso che le richieste estorsive venivano materialmente avanzate dal fratello

MONDRAGONE – In data odierna, i Carabinieri di Mondragone hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio GIP presso questo Tribunale, su conforme richieste di questo Ufficio, con la quale veniva applicata la misura della custodia in carcere a carico di F.G. (29 anni), perché ritenuto responsabile di diversi episodi di estorsione in danno di A.F.R. e di altri soggetti dediti al trasporto di braccianti agricoli presso i campi di raccolta siti nella provincia di Casetta e, in particolare, sul territorio mondragonese.

Nell’ambito di altra attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, iniziata nel mese di agosto dell’anno 2018, finalizzata al contrasto del fenomeno del c.d. “caporalato” – in cui sono coinvolti, a diverso titolo, numerosi soggetti operanti sul territorio della Provincia di Caserta – è emerso che alcuni di loro, dediti al trasporto di braccianti agricoli presso i campi ove svolgono attività lavorativa, sono stati vittime di richieste estorsive e di atti intimidatori posti in essere da F.G., colpito dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso questo Tribunale, il quale materialmente si occupava del ritiro del denaro pagato quale vero e proprio “pizzo” per lo svolgimento, in regime di “protezione coatta”, delle attività lavorative svolte, anche illecitamente,, dalle persone offese.

Dalle attività di intercettazione disposte nell’ambito del procedimento principale è emerso che le richieste estorsive venivano materialmente avanzate dal fratello di F.G., A.G. (ci. 94), nei confronti del quale questo Ufficio, in data 20.10.2018, disponeva il fermo, avendo costui acquistato un biglietto per il trasporto marittimo verso la Tunisia intendendo evidentemente darsi alla fuga, anche in considerazione del fatto che era appena stato eseguito altro fermo del P.M. a carico di uno dei “caporali”, anch’egli vittima delle richieste estorsive dei fratelli G.

Ebbene, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di S. Maria C.V., condividendo l’impianto accusatone ricostruito da questo Ufficio e ritenendo il pericolo di fuga, convalidava il fermo di indiziato di delitto e, su conforme richiesta della Procura, ha applicato a A.G. la misura cautelare della custodia in carcere.

Le complesse attività investigative, svolte dai militari operanti presso la Compagnia Carabinieri di Mondragone e dirette dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno consentito di accertare che i fratelli G. minacciavano di morte le vittime delle loro richieste estorsive e, in diverse occasioni, pianificavano e partecipavano ad incendi dolosi di veicoli, parcheggiati sulla pubblica via nel Comune di Mondragone, per Io più in uso alle persone offese, incendi realizzati a scopo intimidatorio.

E’ emerso che le vittime erano quindi costrette a versare nelle mani dei fratelli G. la somma di denaro variabile da € 50,00 ad € 100,00 a settimana, per l’esercizio dell’attività di trasporto di braccianti agricoli e lavoratori.

In tal modo, i fratelli G. si sono imposti sul territorio mondragonese, svolgendo anche un ruolo di “controllo” del mercato del lavoro nero. Inoltre, si è potuto accertare che nel compimento degli episodi incendiari dei furgoni e delle vetture in uso alle persone offese, i fratelli G. si servivano di altri soggetti, tra i quali M.A., A.R., per cui si procede in stato di libertà, nonché di un soggetto minorenne di nome G.A, deferito alla competente Autorità Giudiziaria.