“Pizzo fatturato”. Il sistema dei fratelli Minutolo vicini clan Belforte

Il valore complessivo del sequestro, su ordinanza del tribunale, è stimato in oltre 2,5 milioni di euro

Da sinistra a destra, Sebastiano e Franco Minutolo

Marcianise – Le indagini della Dia di Napoli, sono partite dopo le condanne del 2015 e 2016.

E’ stata riscontrata, anche grazie alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, una strutturata modalità di riscossione del “pizzo” tramite la loro azienda produttrice di calcestruzzo, la “CO.CEM. S.r.l.”.

Si tratta dei dei fratelli Minutolo, Franco e Sebastiano (attualmente detenuti), rispettivamente 52enne e 50enne, contigui al clan “Belforte” di Marcianise.

La riscossione del pizzo, come ricostruito durante le indagini, avveniva in due modi, o mediante sovrafatturazione degli importi dovuti, “gonfiando” i costi rispetto alle effettive forniture, per consentire la creazione di “fondi neri” destinati al pagamento delle estorsioni, o attraverso l’organizzazione di incontri tra gli estorti e gli appartenenti al clan.

Tale sistema era così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività, talvolta si rivolgevano spontaneamente ai Minutolo, affinché gli indicassero i referenti dell’organizzazione da contattare per “mettersi a posto”.

La DIA ha sottoposto a sequestro numerosi beni dei fratelli Minutolo – 2 quote di partecipazione in società e 5 imprese (attive non solo nel settore dell’edilizia e della commercializzazione del calcestruzzo, ma anche in quello dell’animazione e dello spettacolo e dell’abbigliamento sportivo), 6 fabbricati nel comune di Marcianise6 terreni (uno nel comune di Cellole e gli altri in quello di Ruviano), 1 autovettura e 27 rapporti finanziari – e l’intero patrimonio di Raffaele Piscitelli – 2 ditte individuali, 11 fabbricati, un terreno e disponibilità finanziarie – per un valore complessivo stimato in oltre 2,5 milioni di euro.

Da sinistra a destra, Sebastiano e Franco Minutolo