Pentito Casertano spaventa i narcos calabresi e colombiani. Svela il sistema

L’inchiesta ha consentito di colpire il traffico di droga dell'ndrangheta e le reti di supporto che in tutta Europa hanno permesso di importare droga in tutta europa

Caserta – Nella mattinata di ieri, durante l’udienza preliminare a carico di 90 persone accusate di traffico internazionale di stupefacenti, Giulio Fabio Rubino, 35 anni risiedente a Caserta, ha parlato ai giudici del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria.

Secondo le indagini Rubino, avrebbe agito insieme a suo fratello Serafino, attualmente ricercato, e a Maria Rosa Campagna, compagna del boss catanese Salvatore Cappello detto Turi.

Le accuse sono di traffico di droga dalla Colombia in Italia. Avevano creato una vera e propria organizzazione criminale.

Serafino Rubino trattava direttamente con i cartelli colombiani, mentre suo fratello Fabio si occupava del recupero della cocaina che arrivava in Italia, Maria Rosa Campagna era specializzata nel recupero di grandi quantitativi di cocaina in qualsiasi porto d’Italia, ma principalmente in quello di Napoli.

L’inchiesta ha consentito di colpire il traffico di droga dell’ndrangheta e le reti di supporto che in tutta Europa hanno permesso non solo di importare droga (sono stimate almeno 2 tonnellate di cocaina importate nel vecchio continente) ma anche di riciclare e reinvestire i profitti che ne derivano attraverso la creazione di ristoranti in Germania, Belgio ed Olanda.