Operaio abbandonato in strada e morto in ospedale. Presentata denuncia in Procura

Molto probabilmente la procura predisporrà l'esame autoptico sul corpo

MADDALONI – La Flai-Cgil, tramite il legale Giancarlo Pezzuti, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sulla vicenda della morte dell’indiano di etnia Sikh Narinder Singh, 38 anni, deceduto per un arresto cardiaco all’ospedale di Maddaloni dove era arrivato dopo essere stato abbandonato agonizzante da un’auto alla stazione di Caserta.

“Il sospetto piu’ che fondato – spiega Giovanni Mininni, segretario nazionale della Fial-Cgil – e’ che dietro la morte di Narinder vi possa essere una delle tante storie di sfruttamento lavorativo e di riduzione in schiavitu’. L’uomo aveva estese scottature sul corpo, e non aveva con se’ il cellulare, che probabilmente gli e’ stato sottratto dai suoi sfruttatori. Per questo auspichiamo che la Procura disponga almeno l’autopsia sul corpo, per fugare ogni dubbio. Anche perche’ lo stesso Narinder, prima di morire, ha raccontato che lavorava presso un’azienda agricola e di allevamento di Castel Volturno, dove curava gli animali, in particolari cavalli e vacche“.

L’episodio risale al 5 luglio scorso quando fuori la stazione ferroviaria di Caserta, venne abbandonato il 38enne esanime. Solo alcune ore alcune senzateto hanno contattato l’associazione di volontariato L’Angelo degli Ultimi.

La responsabile Antonietta D’Albenzio e’ corsa ed ha subito condotto l’indiano in ospedale a Maddaloni. Dopo 20 giorni è deceduto.

Ora saranno le indagini a fare chiarezza sull’intera vicenda.