Michele Zagaria è depresso e con tendenze suicide. Telecamere anche in bagno

Secondo la relazione presentata dai legali il boss dei Casalesi ha manifestato tendenze suicide

CASAPESENNA – Una relazione con consulenza medica e diagnosi di forte stato depressivo è stata inviata dagli avvocati del boss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, ai giudici titolari dei processi in cui è imputato.

Secondo la relazione il regime del 41bis, sarebbe troppo duro per Zagaria, detenuto presso il carcere di Milano-Opera.

Zagaria avrebbe manifestato tendenze suicide, proprio per questo motivo nella sua cella è stata rafforzata la videosorveglianza, installate videocamere anche in bagno. “Non è insofferenza a un sistema che non riesce a controllare, – dice Barbara Lettieri, l’avvocato che gli cura gli aspetti legati all’esecuzione della pena – bensì una protesta contro una restrizione che lo vessa impedendogli anche l’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti come studio, salute, cura, socialità e lavoro”.

Michele Zagaria, ha trascorso la sua lunga latitanza, durata circa 16 anni, viaggiando nascosto nei bagagliai delle auto e rintanato in sofisticati bunker che si era fatto costruire sotto alcune ville del Casertano.

Nel corso dei vari dibattimenti l’ex boss del clan dei Casalesi, Michele Zagaria, ha più volte ringraziato i suoi legali che lo seguono da anni; “il suo non è un problema economico, ma di stato mentale”, evidenzia l’avvocato Raucci. “Uno dei giudici cui abbiamo inviato la relazione, il gup del tribunale di Napoli Claudia Picciotti davanti alla quale pende il processo per l’estorsione al Polo calzaturiero di Carinaro, ha anche scritto al Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ndr) per capire cosa stesse succedendo a Zagaria, senza ricevere però risposta”.