Muore dopo una trasfusione con sangue infetto. Maxi risarcimento per la famiglia

Giunge la condanna nei confronti del ministero della salute

CASERTA / MADDALONI – Lo Stato è stato condannato a pagare 850 mila euro agli eredi di un uomo di Caserta che, nel 1989, contrasse l’epatite C in seguito a una trasfusione di sangue infetto.

A stabilirlo è stato il Tribunale di Napoli il quale ha condannato il Ministero della Salute al risarcimento della maxi somma.

Il Tar Campania ha dato esecuzione al pagamento immediato della quota spettante alla coniuge del deceduto pari a 240mila euro.

L’uomo venne ricoverato presso l’Ospedale di Maddaloni dove fu sottoposto ad intervenendo chirurgico e conseguente trasfusione di sangue.

In seguito a tali trattamenti è stato contagiato da HCV epatite virale di tipo C, successivamente per complicazioni epatiche è morto per epatocarcinoma nel 2009.

«Questa sentenza rappresenta una delle battaglie vinta dallo studio Albachiara – commenta con soddisfazione l’avvocato Maurizio Albachiara – adesso si spera che il Ministero della Salute sia celere nel pagamento. Intanto attendiamo che il Tar si pronunci per le quote dei figli. È fondamentale inoltre che i familiari di soggetti deceduti che abbiano subito danni del genere possano agire in giudizio nel termine di dieci anni dalla morte».