Angela investita ed uccisa da una moto. Militare indagato per omicidio stradale

Il prossimo 27 Giugno avrà inizio il processo per omicidio stradale

Maddaloni – Una Santa Messa di suffragio, una marcia silenziosa ed un flash mob con fiori e preghiere. Così familiari ed amici hanno ricordato Angela Eliseo nel primo anniversario della morte giovane mamma stroncata da un tragico omicidio stradale in via Capillo a Maddaloni.

Un’iniziativa dolorosa per richiamare l’attenzione della pubblica opinione su di una vicenda inquietante avvenuta il 31 maggio 2018.

Angela è stata travolta – racconta il marito Salvatore Del Monaco –  ed uccisa da un centauro appartenente all’Esercito Italiano che a bordo di una moto da corsa, di grossa cilindrata percorreva a tutto gas nell’ orario di punta poco prima delle tredici, via Capillo, cuore del centro storico  di Maddaloni, una strada costeggiata da banche, abitati, villa comunale e a pochi passi dal Municipio e dal più noto “Villaggio dei Ragazzi”,  frequentatissimo complesso scolastico.

Angela attraversava regolarmente la strada, sulla quale sono presenti numerosi passaggi pedonali, come segnalano anche i cartelli stradali impiantati, ed  è stata uccisa dal tremendo impatto con la moto che non le ha dato scampo, fermando la propria corsa sulla corsia di marcia opposta al proprio senso di marcia, molti metri dopo.
Non può pensarsi – prosegue Del Monaco – che sia stata una tragica fatalità ciò che ha strappato Angela ai suoi affetti più cari, e l’ha freddata lasciandola esanime sull’asfalto.
Angela è vittima dello sprezzo delle regole, del pericolo, e ancor prima dell’imprudenza alla guida. Non è una fatalità ma una bravata finita in tragedia, impossibile da accettare ancora oggi.

Un omicidio stradale che ha stroncato la vita della nostra carissima Angela. Una moglie dolcissima, una madre amorevole, una figlia e una sorella adorata, una donna amata da tutta la nostra comunità e ben oltre la stessa per la sua silenziosa e costante dedizione al volontariato ed alla cultura.

Abbiamo trascorso e viviamo momenti terribili, da quando Angela ci è stata strappata via. Il trascorrere del tempo non può che aumentare il dolore per quanto accaduto ed il senso di vuoto in tutti noi che l’abbiamo conosciuta ed ammirata.
Al dolore si aggiunge la consapevolezza che, quanto è successo ad Angela,  poteva accadere a chiunque si fosse trovato lì; la rabbia che ciò può ripetersi e che ognuno di noi può diventare incolpevole vittima di una imprudente e spericolata condotta di guida. Ognuno di noi è Angela.

E’ Per questo – invoca il marito della vittima –  che chiediamo Giustizia per Angela.
Il prossimo 27 Giugno avrà inizio il processo per omicidio stradale. Confidiamo e riponiamo massima fiducia nella Magistratura ed auspichiamo che il colpevole espii la giusta pena che possa rappresentare un vivo monito al rispetto delle regole per tutti coloro che con il loro comportamento alla guida mettano a repentaglio la sicurezza e soprattutto la vita degli altri.

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