Letino, zona rossa. Contagio arrivato con due infermieri

Il sindaco Orsi chiarisce alcune informazioni sull'emergenza coronavirus in città

Letino – Da ieri, Letino, è zona rossa su ordinanza regionale del Presidente De Luca causa dell’aumento dei contagi, 10, in 24 ore.

Anche il sindaco di Letino Pasquale Orsi fa alcune precisazioni sulla situazione attuale in città.

Quale sindaco ed a nome dell’intera Amministrazione, nonché dei cittadini Letinesi che mi onoro di rappresentare, ritengo quanto mai opportuno precisare quanto si sta verificando nel nostro comune, anche e soprattutto per tranquillizzare la popolazione e le persone che hanno avuto o avranno contatti con i Letinesi, nonché, per smentire le solite immancabili bufale ed esagerazioni che circolano già sui vari social network e non solo. Ribadisco ancora una volta che, terminato lo screening in corso, i Letinesi saranno le persone più sicure da incontrare. Tanto premesso passo ad esporre e ricostruire i fatti accaduti sinora.
Già ad inizio epidemia, poi divenuta pandemia, la mia preoccupazione e quella dell’Amministrazione tutta è stata quella di applicare alla lettera le norme dettate dai vari DPCM e dalle Ordinanze del Presidente De Luca.

Da subito, infatti abbiamo istituito il servizio a domicilio per tutta la popolazione e per tutte le necessità (dalla spesa, ai farmaci ecc.), sono state adottate idonee precauzioni, sono state prontamente distribuite mascherine, già nel mese di marzo all’intera popolazione, nonostante le ben note difficoltà di approvvigionamento. Sono state inoltre effettuate sanificazioni periodiche di tutte le attività commerciali e delle strade ed aree comunali, così come pure per i rientri da fuori regione tutti hanno osservato la quarantena e nessun assembramento è stato mai segnalato.
Solo in data 11 aprile, in modo alquanto fortuito, viene diagnosticato il primo caso di un infermiere in partenza per la Valle d’Aosta come volontario con la task force della Protezione Civile e, sottoposta a tampone l’intera famiglia, si scopre la positività anche della moglie, entrambi asintomatici ed entrambi guariti essendo risultati negativi al secondo tampone.

In data 4 maggio, un altro infermiere di rientro al lavoro dopo circa due mesi presso il Regina Elena di Roma, anch’esso sottoposto a tampone, risulta positivo.

Un’amministrazione attenta, a questo punto, si pone il problema non solo di applicare i protocolli ma di capire e conoscere quanti altri casi positivi e asintomatici potessero essere presenti nella popolazione al fine di circoscrivere il più possibile gli eventuali focolai e, anche se questa poteva rappresentare una scelta impopolare, è stato ciò che abbiamo fatto. Infatti, esplicitato tutto quanto accaduto alla Asl e ritenuto necessario testare gran parte della popolazione, è stata organizzata,in collaborazione con la medesima Asl, cui va un sentito ringraziamento, una campagna di screening con test rapidi. Da questo primo test sono risultate positive 23 persone, le quali immediatamente sottoposte a tampone, hanno confermato 10 casi positivi al Covid-19, tutti asintomatici e già in isolamento.

Un’indagine epidemiologica seria non poteva fermarsi davanti a ciò, per cui la Direzione Generale dell’Asl chiede disponibilità a sottoporre tutta la popolazione sia ad indagine sierologica che a tampone e così, nella giornata di oggi (ieri per chi legge), 362 persone sono state testate e domani si continuerà fino ad interessare la quasi totalità della popolazione”.