La banda della 147 nera colpisce ancora ad Aversa. Nuovo colpo in un bar

AVERSA – E’ stata soprannominata la banda della 147 nera. Si tratta di tre ladri a bordo di questo tipo di vettura, ripresi agli inizi di Agosto dalle videocamere di un noto bar mentre forzavano una vettura e portavano via tutti gli oggetti di valore.

In quella occasione colpirono presso il noto locale di Aversa in viale Kennedy “FUGA”, e lo stesso titolare mise in rete il video del furto.

Dal video si riuscì a prendere anche il numero di targa ed il fatto venne denunciato alle autorità. Ora i ladri hanno colpito di nuovo.

A rendere noto l’accaduto, lo stesso Gervasio Marcello, che scrive: “Buonasera, vi ricordate il video che pubblicai riguardante il furto dei miei effetti personali prelevati dalla mia macchina dopo aver sfondato il vetro: come potete notare dal video che mi ha mandato un’altra vittima, gli stessi balordi continuano a seminare terrore e nonostante l’identificazione del numero di targa e una maggiore chiarezza dei volti di questi “scarti umani” lo stato italiano non riesce a garantire un’esemplare punizione in quanto le forze dell’ordine lamentano la carenza del personale e dei mezzi per cui sono impossibilitati ad intervenire. Siamo il paese dei balocchi: vado presso le autorità di competenza dove ho subito il furto la sera stessa del reato per denunciare e mi rimandano la mattina dopo, torno come da indicazione, e per problemi tecnici e mancanza di personale mi fanno attendere svariate ore, dopo aver fornito alla scientifica video che ritraeva in chiaro targa e veicolo anticipando l’intestatario dello stesso, mi informano che non ci sono né mezzi e ne uomini affinché venga fatta giustizia. A questo punto sono due le soluzioni: o ci rassegniamo e conviviamo con la paura che prima o poi saremo tutti vittime di queste *merde* o ci uniamo tutti e protestiamo seriamente contro uno stato assente per le persone oneste come la maggior parte degli Italiani, manifestando il potere del popolo in modo deciso ed intelligente come è giusto che sia in un paese democratico…”