Investimenti, il jolly della diversificazione

La diversificazione è un concetto che esiste da sempre nel campo degli investimenti

Caserta – La prima regola è che non ci sono regole. Non si tratta di una frase da film americano, ma è la legge dei mercati finanziari. Non esistono formule magiche, non c’è un modo più semplice per accumulare guadagni, né strategie infallibili per evitare perdite. Ciò che è possibile però tenere in considerazione sono piccoli (o grandi) accorgimenti, vie maestre in grado di indirizzare, quanto più possibile, le nostre scelte verso soluzioni più vicine alle esigenze individuali. Sì, perché i mercati sono quanto di più contraddittorio offra la contemporaneità. Spersonalizzanti, astratti, apparentemente avulsi dalla realtà, essi lasciano ampi spazi alle specificità degli investitori, o quantomeno a chi, tra questi ultimi, sa come interrogarli. Una delle domande giuste si chiama “diversificazione”.

Non esiste l’investimento perfetto. Qualsiasi strategia, anche quella in prima battuta vincente, può incorrere nella beffa più atroce. I mercati viaggiano a velocità troppo elevate, a ritmi così eccessivi che è impossibile pensare di domarli. Chi opta per soluzioni più ardite è sempre soggetto a perdite notevoli, chi preferisce investimenti più prudenti deve spesso accontentarsi di briciole; chi evita le azioni in periodi di bassa congiuntura rischia di lasciare per strada guadagni importanti nel momento di risalita, chi tiene i soldi sotto il mattone sperimenta la durezza dell’inflazione. Insomma, il gioco non è a somma zero, e quindi vuol dire che possono perdere tutti (ma non temete, chi sa vincere in genere vince, e vince anche bene). No, l’investimento perfetto non esiste ed è bene tenere sempre a mente questa cosa, anche di fronte a chi, può capitare, intenda far credere il contrario.

E allora, che si può fare? Come detto, una buona idea è diversificare il proprio portafoglio. La diversificazione è un concetto che esiste da sempre nel campo degli investimenti, ma solo di recente ha acquisito la sua importanza capitale. Ormai, la maggior parte delle società di gestione del risparmio propone soluzioni che facciano leva innanzitutto sulla diversificazione, e solo dopo mettendo sul piatto le possibilità offerte dai vari pacchetti. Non a caso, per i meno esperti, è sempre opportuno rivolgersi ad un fondo, che di per sé punta tutto sul diversificare gli investimenti.

Perché la diversificazione? Con la diversificazione, il rischio di veder evaporare l’investimento si riduce in maniera significativa. Se un mercato è in difficoltà, un altro sarà in controtendenza, e aver investito il capitale in entrambe le aree produrrà forse un guadagno, sicuramente una perdita minore rispetto ad un All-In che, fondamentalmente, va bene solo per il Poker. Tenendo conto del fatto che le oscillazioni costituiscono un aspetto caratteristico dei mercati, i sali e scendi sono all’ordine del giorno e, non esistendo i maghi, dividere il piatto non può che produrre benefici. Lo stesso discorso vale per azioni e obbligazioni; i portafogli si dividono in bilanciati, medi ecc. proprio sulla base di quanta percentuale di azioni (più rischiose essendo acquisti di quote, a differenza delle obbligazioni che sono, sic et simpliciter, prestiti) venga inclusa nel paniere. Non sarà la panacea di tutti i mali, ma la diversificazione assomiglia tanto ad una regola aurea. Non si era detto che non esistevano regole?