Immagine di repertorio

Caserta – Interdittiva antimafia per un’azienda leader nel settore degli autotrasporti in provincia di Frosinone.

Il delicato provvedimento, a firma del prefetto Ignazio Portelli, scaturisce da una serie di accertamenti messi in campo dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri della provincia ciociara che hanno portato a fare piena luce sugli interessi economici che legano la famiglia titolare della società di trasporti, con filiali a Colleferro e Veroli, alla criminalità organizzata casertana.

Il prefetto ha motivato l’interdittiva (la quinta che la massima autorità di Governo ha emesso in sei mesi nel Frusinate dopo decenni di assordante silenzio) che blocca ogni attività imprenditoriale del gruppo, con poche ma chiare parole: “Sono stati acquisiti utili elementi, ai sensi degli articoli 84 e 91 del D.lg. n 159/2011, per ritenere sussistente il pericolo della continuazione dei rapporti con la criminalità organizzata tendente a condizionare le scelte e gli indirizzi”. In sintesi il prefetto Portelli, a capo del GIA (Gruppo Interforze Antimafia e composto oltre che da Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e un rappresentante della Direzione Investigativa Antimafia), ha raccolto una lunga serie di elementi che hanno portato a scoprire il forte ed inossidabile legame del gruppo imprenditoriale ciociaro con alcune famiglie residenti in provincia di Caserta ed oggetto di lunghe indagini della Distrettuale Antimafia e più volte colpite da interdittiva.

“Ulteriori approfondimenti volti ad individuare i legali e gli assetti societari intercorrenti tra le persone fisiche e giuridiche – si legge nel dispositivo interdittivo – hanno evidenziato che la società di autotrasporti ha cointeressenze dirette o indirette con numerose società gestite/partecipate da gruppi familiari Caturano, Di Nuzzo e Ventrone già destinatari di specifiche informative interdittive antimafia”.