San Cipriano d’Aversa – Nella giornata di ieri la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di non luogo a procedere della Corte di Appello di Salerno riguardo il processo per la morte di Mario Venosa, 45enne di San Cipriano d’Aversa.

Nella sentenza di primo grado, oltre alla condanna dei due imputati venne stabilito un risarcimento danni di 300mila euro alla parte civile, di cui avevano beneficiato i due imputati.

Si tratta della tragedia che si verificò alcuni anni fa nel comune salernitano di Castellabate.

Venosa, dipendente dell’azienda di raccolta rifiuti solidi urbani della cittadina rivierasca, perse la vita sul lavoro durante il servizio di raccolta, quando è scivolato battendo la testa sul pedalino di appoggio del predetto camioncino, morendo sul colpo.

In primo grado, il titolare dell’azienda e l’autista del compattatore, entrambi imputati, erano stati condannati dal tribunale di Salerno, con il risarcimento di 300mila euro a favore dei familiari di Venosa, costituitisi parte civile.

Successivamente la Corte di Appello di Salerno, sancì, che i termini di prescrizione fossero scaduti già prima della sentenza del tribunale.

Ma la famiglia e l’avvocato Domenico Della Gatta hanno presentato ricorso in Cassazione, accolto dai giudici.