Inchiesta sul software spia: due arresti. Perquisizioni anche nel Casertano

Doveva essere utilizzato dalla magistratura per intercettazioni legali, invece il software avrebbe infettato illegalmente i telefoni di ignari cittadini

Caserta – Si allarga l’inchiesta della Procura di Napoli sul software spia utilizzato dalle Procure italiane, il quale avrebbe carpito illecitamente i dati di centinaia di utenti.

L’indagine denominata ‘Exodus’ ha portato all’arresto di Diego Fasano, 46 anni, amministratore della E-Surv srl, società proprietaria della piattaforma informatica Exodus utilizzata per attività di intercettazione telematica mediante captatore informatico, e per Salvatore Ansani, direttore delle infrastrutture It della E-Surv e creatore e gestore di Exodus.

Ansani sarebbe il creatore e gestore della piattaforma Exodus, della quale si servono decine di uffici pubblici in tutto il Paese.

I reati sarebbero di intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode di pubbliche forniture.

Con gli arresti, scrive ‘La Repubblica’, sono scattate anche le perquisizioni per cinque società che si sono servite della piattaforma. Il blitz ha riguardato anche la provincia di Caserta dove ha sede la Rpc servizi tecnologici, una delle società coinvolte.

I dati provvisori dell’indagine parlano di 8-900 inoculazioni del virus spia, 250-300 delle quali non sembrano essere ricondotte a un provvedimento di autorizzazione della magistratura. In particolare, allo stato sono state individuate 898 intercettazioni delle quali 234 non autorizzate. Ma sono numeri destinati ad essere rivalutati, in quanto si sta lavorando su dati che contengono circa 80 terabyte di memoria.