Incendio di rifiuti allo Stir di Santa Maria Capua Vetere. L’Arpac: “i valori, per ora, nella norma”

I primi risultati parziali del campionamento sull'aria

SANTA MARIA CAPUA VETERE – L’Arpac è intervenuta tempestivamente in seguito all’incendio che è divampato ieri in serata all’interno dell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Con l’incendio ancora in corso, intorno alle 23.30 i tecnici del Dipartimento di Caserta hanno posizionato in direzione del vento, a circa 60 metri dal capannone colpito dalle fiamme, un campionatore ad alto volume per la determinazione della concentrazione di diossine e furani nell’aria.

Lo stesso campionatore è stato poi collocato, nel primo pomeriggio del 2 Novembre, all’interno di un locale commerciale nel vicino comune di San Tammaro. I risultati delle indagini sui microinquinanti saranno disponibili nei prossimi giorni e verranno diffusi dall’Agenzia attraverso il proprio sito web istituzionale.

Nel capannone interessato dalle fiamme erano stoccate circa 500 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi (codice CER 19.12.12) provenienti dalla lavorazione della frazione non differenziata dei rifiuti urbani.

La centralina di monitoraggio della qualità dell’aria gestita da Arpac, situata all’interno dello Stir, ha registrato un incremento di polveri sottili in corrispondenza dell’evento. I dati, al momento ancora grezzi, sono in corso di elaborazione e verranno diffusi nei prossimi giorni.

Nella mattinata di ieri, mediante un analizzatore portatile, sono state eseguite determinazioni di contaminanti dell’aria all’interno dello Stir. I primi risultati attestano livelli di concentrazione di acido cloridrico, biossido di zolfo e ossidi di azoto al di sotto dei limiti fissati dalla normativa sugli ambienti di lavoro.

Infine, nel corso della mattina di oggi, all’interno del sito colpito dall’incendio sono stati condotti campionamenti per determinare i livelli di concentrazione di solventi e aldeidi nell’aria: i risultati saranno diffusi non appena disponibili.