Il consigliere regionale Stefano Graziano prosciolto dall’accusa di voto scambio

Grazie alle indagini della polizia postale si è scoperto che quello era un falso profilo Facebook

Aversa – Il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano era indagato per voto di scambio per la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Aversa.

Il sostituto procuratore del Tribunale di Napoli Nord, Patrizia Dongiacomo l’8 giugno scorso lo ha prosciolto dalle accuse, chiedendo l’archiviazione del provvedimento.

La vicenda nasceva da una denuncia presentata da Luigi Comparone, cittadino aversano, il quale sosteneva di aver avuto contatti con il Consigliere regionale Stefano Graziano, in occasione delle elezioni amministrative di Aversa del maggio 2019 e con il candidato consigliere comunale, Pasquale Fiorenzano, tramite l’intermediazione di tale Tirozzi Nicola.

In cambio dell’appoggio elettorale nei confronti di Fiorenzano al consiglio comunale, Comparone avrebbe ricevuto la promessa del superamento del concorso come operatore socio sanitario il tutto corredato di conversazioni su whatsapp e facebook con gli altri indagati.

Ma grazie alle indagini della polizia postale si è scoperto che quello era un falso profilo. Così si arriva alla richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti di Graziano, Fiorenzano e Tirozzi.

Avevo scelto di non divulgare la notizia in attesa che il giudice per le indagini preliminari firmasse il provvedimento rendendolo definitivo – ha scritto sul suo profilo Facebook Stefano Graziano – Volevo che anche arrivasse la parola fine su questa brutta vicenda, ma di fronte alla solita macchina del fango che puntualmente si è messa in moto ho cambiato idea. Non c’è stata alcuna richiesta di rinvio a giudizio ma una richiesta di archiviazione. Chi è ossessionato da me se ne faccia una ragione. L’inchiesta di Aversa era basata su un grande falso costruito ad arte per danneggiare la mia figura politica. Un falso account Facebook con la mia fotografia e il mio nome e cognome nella cui chat di Messenger si parlava di impegni non mantenuti circa un concorso nella sanità. Un falso, fatto male come abbiamo dimostrato anche con l’ausilio di Facebook che ha riscontrato gli indirizzi ip dei soggetti coinvolti. Questi mesi – ha concluso Graziano – sono stato in silenzio perché ho sempre avuto rispetto e fiducia nella magistratura, rispetto e fiducia che ribadisco anche oggi con l’auspicio che adesso si vada a fondo di questa vicenda attorno cui ci sono tante ombre che non riguardano me e le altre persone vicine a me che erano state coinvolte ingiustamente”.