Donna con tubercolosi scappa dall’ospedale. Avviate le ricerche nel Casertano

Era ricoverata e quando hanno scoperto la tubercolosi era già scappata

MARCIANISE – E’ lo stesso sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, a rendere pubblica la notizia di un caso di tubercolosi nel Casertano.

Una donna di origini rumene residente a Recale è stata, inizialmente ricoverata all’ospedale di Marcianise, ma da poco dopo si sarebbe data alla fuga. Vi riportiamo la dichiarazione integrale pubblicata dal sindaco poco fa:

Mi hanno comunicato dal servizio di medicina di prevenzione del distretto sanitario di Marcianise che dal locale ospedale era stato segnalato un caso di malattia infettiva in fase di contagio. Tradotto: una signora di origine rumena è stata ricoverata all’ospedale di Marcianise e si è scoperto che era ammalata di tubercolosi e che rischiava di infettare quelli con cui veniva a contatto. La signora è scappata e non si trova. Sostiene il distretto sanitario che la donna abitava a Recale, in una strada che non cito perché il mio collega di quel paese mi ha nel frattempo comunicato che non esiste.

Perché il distretto sanitario ha scritto a me, sindaco di Marcianise, segnalandomi il caso di tubercolosi? Non lo so. Penso che abbiano scritto a me per scaricarsi delle responsabilità, con la scusa che sono il massimo responsabile della salute pubblica.

Ovviamente io non capisco niente di tuberculosi, non so in che cosa consiste la profilassi, non saprei che cosa si possa fare in un ospedale dove è stata ricoverata una donna affetta da tubercolosi. Che cosa ho fatto? Ho riscritto al distretto sanitario, ho ingiunto loro di assumere tutti i provvedimenti previsti dalla legge. Ho mandato la comunicazione anche al prefetto di Caserta e al sindaco di Recale, che come me è purtroppo l’asino in mezzo ai suoni.

Perché vi ho raccontato questa storia di sabato pomeriggio? Perché è una storia surreale. E per farvi sapere come vive un sindaco, come è diventato una discarica di ogni problema. E come è stata affrontata una questione seria come quella di un possibile contagio da tubercolosi. Con una approssimazione da dilettanti e con la logica dello scaricabarile.

Aggiungo, per la cronaca, un dato. Sono tornato in Comune di sabato pomeriggio per dare seguito alla comunicazione del distretto, arrivata in modo furtivo tramite i vigili urbani (senza protocollo, senza niente): pensate come mi sono sentito e come mi sento solo!

Quest’è! Spero che un giorno qualcuno si ponga il problema del ruolo dei sindaci, l’ultimo baluardo. E si ponga il problema del funzionamento della nostra macchina burocratica. Una vergogna!