Morta per sangue infetto. Risarcimento milionario per i parenti

Arriva la sentenza del tribunale di Roma

CASERTA – I giudici hanno stabilito un maxi risarcimento per i parenti della donna morta a 67 anni in seguito a delle trasfusioni di sangue infette durante i suoi 5 giorni di ricovero presso l’ospedale civile di Caserta.

Lo ha stabilito il tribunale di Roma, presieduto dal Giudice Dott.sa Assunta Canonaco, con la Sentenza n. 2176 del 30 gennaio 2019.

Si legge nella sentenza: “…deve ravvisarsi, anche con riferimento all’epoca delle trasfusioni originanti la presente controversia (giugno 1983), una responsabilità del Ministero della salute per aver omesso, o comunque ritardato, l’adozione di cautele già conosciute alla scienza medica, il cui impiego avrebbe evitato o quantomeno ridotto sensibilmente il rischio di contagio anche per il virus HCV, che ancora non era stato esattamente identificato, e per avere tenuto un comportamento non diligente nei controlli…”.

Gli eredi della donna di Caivano, rappresentati dall’avvocato Renato Mattarelli, hanno ottenuto un risarcimento, pagato dal Ministero della Salute, pari a 1 milione di euro oltre a circa 50 mila euro di interessi legali.