Svolta nell’inchiesta di camorra. Dissequestrate aziende Diana

I Diana sono stati accusati da alcuni collaboratori di giustizia

Casapesenna – Dissequestrate le aziende dei fratelli Antonio e Nicola Diana, e dello zio Armando Diana. Il provvedimento è stato adottato stamani dal Tribunale del Tiesame (10 collegio b, presidente Valente) nella camera di Consiglio seguita all’udienza di ieri, 16 settembre.

I tre imprenditori sono accusati di concorso esterno in associazione camorristica per aver “stretto un patto criminale” il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria, furono arrestati il 15 gennaio scorso e scarcerati con provvedimento della Cassazione dopo quattro mesi di arresti domiciliari.

I Diana sono stati accusati, da alcuni collaboratori di giustizia, di far parte degli imprenditori vicini al boss di Casapesenna.

Nicola e Antonio, gemelli di 51 anni, imprenditori del settore del riciclo della plastica, sono i figli di Mario Diana (fratello di Armando), vittima innocente di camorra, ucciso nella piazza di Casapesenna il 26 giugno del 1985.

Fu ammazzato per aver difeso la sua attività di autotrasportatore che da quel momento in poi fu seguita dai figli, che da appena qualche giorno erano diventati diciottenni.