300 diplomi da OSS falsi. 6 arresti. Un giovane si suicida

Un giovane disoccupato che per trovare lavoro aveva deciso di partecipare a un corso per diventare Oss, si è suicidato sopraffatto dalla disperazione, perché il titolo che aveva ottenuto era falso

Caserta / Cosenza – Ben 291 diplomi falsi e illecitamente rilasciati ad altrettanti soggetti e 6 persone arrestate: quattro imprenditori operanti nel settore degli istituti di formazione professionale (due residenti nell’hinterland cosentino e due nel napoletano) e due dipendenti dell’Asp di Cosenza.

I Carabinieri del Gruppo Tutela della Salute di Napoli, con il supporto dei Comandi Provinciali di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, nonché dei NAS di Roma, Bologna, Latina, Torino, Cremona, Treviso ed Alessandria, hanno eseguito nalla prima mattina di emrcoledì 23 ottobre le misure nell’ambito dell’operazione ribattezzata Ponzi.

Dalle indagini del NAS Carabinieri di Cosenza gli arrestati avrebbero organizzato, negli anni 2015/2017, oltre 30 corsi di Operatore Socio Sanitario con formazione complementare attraverso una scuola professionale di Altomonte, denominata SUD Europa, priva di accreditamento alla Regione Calabria.

Gli allievi dell’istituto, reclutati nel tessuto sociale calabrese mediante la prospettiva di un facile sbocco lavorativo – specifica QuiCosenza.it – pagavano 2.000 euro per frequentare corsi teorico-pratici in cui veniva loro offerta una formazione professionale del tutto inadeguata, assai distante dagli standard previsti dalla vigente legislazione.

Al termine dei percorsi formativi fittizi, gli indagati fornivano anticipatamente ai discenti le soluzioni alle domande dei test degli esami finali, raccomandandosi di impararle a memoria. Le prove finali erano svolte a Napoli, ove gli allievi venivano accompagnati a mezzo di pullman noleggiati dalla stessa associazione, e avvenivano dinnanzi alla commissione ufficiale della Regione Campania, ignara del reale percorso formativo dei corsisti.

Un corsista, entrato in depressione, si è suicidato. A rivelarlo, nel corso della conferenza stampa sull’operazione, è stato il colonnello Vincenzo Maresca, comandante dei Nas di Napoli. Il giovane, disoccupato da anni – ha aggiunto Maresca – è stato sopraffatto dalla disperazione.