Denunciati 8 Casertani, hanno prosciugano il conto corrente di una pensionata

La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”

Immagine di repertorio

Gli agenti del commissariato di Adria, nel Rodigino, hanno denunciato una banda di otto persone, tutte residenti nel Casertano, per “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”.

I sette uomini ed una donna sono accusati di aver derubato una pensionata polesana di 40mila euro.

L’indagine della polizia adriese è partita a seguito della denuncia della pensionata, la quale si è accorta del furto dal suo conto corrente dell’intera somma.

La vittima aveva aggiunto che il suo telefono aveva smesso di funzionare e il suo gestore l’aveva informata che qualcuno, a suo nome, aveva denunciato lo smarrimento della sim, richiesto l’attivazione e la consegna di una nuova scheda.

Gli investigatori hanno subito pensato che si trattasse di una ‘sim swap’, ossia una frode informatica iniziata mediante un attacco hacker finalizzato a carpire i dati bancari ed anagrafici della titolare del conto bancario e i codici dell’home bancking.

E’ scatta così la ricerca del negozio di telefonia coinvolto (involontariamente) nella frode e, una volta trovato, sono state passate al setaccio le immagini di video sorveglianza.

Parallelamente sono stati individuati gli sportelli bancari dove i malviventi avevano effettuato i prelievi. Le immagini acquisite sono state comparate per dare un volto ai truffatori, che sono stati rintracciati anche nell’archivio fotosegnaletico della polizia. Infine, su delega della procura distrettuale di Napoli, competente per materia e territorio, sono stati eseguiti otto decreti di perquisizione personale e domiciliare, con contestuale avviso di garanzia, ai danni di altrettanti indagati, tra cui una donna, quasi tutti con precedenti specifici.

Durante le perquisizioni, sono stati trovati i computer utilizzati per la truffa e carte di debito e credito adoperate per compiere le frodi. La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”. CRO NG01 glg/ntl 161402 GEN 21