Coronavirus. La situazione nel Casertano, quarantene e controlli

La situazione appare sotto controllo e non ci sono casi accertati di coronavirus nella Provincia di Caserta

Immagine di repertorio

Caserta – Per il momento non c’è ancora nessun caso accertato di Coronavirus nella Provincia di Caserta, ma si registrano diversi casi attenzionati delle autorità e dall’azienda sanitaria.

Una ragazza è stata messa in quarantena dopo essere tornata a Marcianise da un comune lombardo dove sono stati rilevati contagi di coronavirus. Con lei altre due ragazze, le quali avrebbero condiviso il viaggio di ritorno.

L’allarme è scattato nella giornata di ieri, dal commissario prefettizio Michele Lastella che ha convocato una riunione negli uffici di piazza Umberto per affrontare la delicata vicenda.

Nel pomeriggio di ieri è scattato il protocollo di sicurezza all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca per un uomo di Roccamonfina il quale si è presentato al Pronto soccorso dopo essere rientrato da Casal Pusterlengo, in Lombardia.

Quarantena anche per un gruppo di persone tornate nel comune di Pastorano, provenienti dalla provincia di Lodi, fuori dalla zona rossa dove ci sono stati i primi contagi.

Il rientro ha fatto però scattare l’attivazione del protocollo sanitario, come confermato dal sindaco Vincenzo Russo: “Sia da parte dei carabinieri della stazione di Pignataro Maggiore in sinergia con quella di Lodi, che da parte del numero verde del Ministero della salute, prontamente allertato, sono stati eseguiti tutti i dovuti accertamenti. Visto che, le persone non presentano alcun sintomo riconducibile al virus e non provengono da una zona rossa, è stato consigliato loro, in via del tutto precauzionale, solo di limitare il più possibile i contatti esterni”.

Una coppia di Casertani, residenti a Codogno, di circa trent’anni avrebbero dovuto sposarsi, ma la cerimonia è saltata.

I due ragazzi si sono trasferiti a Codogno nel Luglio scorso per motivi di lavoro. I parenti si stavano muovendo per raggiungerli, ma l’ordinanza di divieto di ingresso e di uscita dai luoghi considerati “focolai” ha fermato tutto.

I genitori della ragazza già da qualche giorno erano saliti su ed ora si trovano tutti in quarantena. In un giorno che doveva essere di grande emozione e spensieratezza, ora albergano ansia e preoccupazione.

A Piedimonte Matese l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luigi Di Lorenzo, essendo venuta a conoscenza del rientro della cittadina R.R., residente a Macao per motivi di lavoro, ha accertato che la stessa, prima del rientro in città, ha già effettuato il tampone faringeo per il coronavirus a Macao ed in Italia. Come da indicazioni internazionali è stata 15 giorni in casa per poi rientrare una settimana fa.

“La nostra amica sta bene, non ha alcun sintomo e mai ne ha avuti – fa sapere il primo cittadino – Domani volontariamente e non di necessità, ripeterà volontariamente il test al solo scopo di tranquillizzare la famiglia e la cittadinanza. Sono stato personalmente in contatto con il Centro Regionale Campano Asl Napoli 1 che mi ha confermato la bontà delle procedure“.

“Mi sono infine confrontato con i comandanti Campanile e Labriola oltre che con l’assessore Sonia Palmeri che per me ha effettuato un secondo passaggio istituzionale regionale – ha sottolineato – A tutti loro un grazie sentito per avermi aiutato nelle procedure. Resta alta l’attenzione di questa amministrazione sia al suddetto caso sia ad ogni altro segnale di presunto contagio sul territorio“.

Infine è scattata l’emergenza coronavirus anche nel comune di Carinaro dove un vigile del fuoco che lavora a Crema ha fatto ritorno insieme alla sua famiglia, moglie e due figli, a Carinaro, nel Casertano.

E’ stato comunque sottoposto a sorveglianza attiva e dovrà sentirsi quotidianamente con il Servizio di Prevenzione dell’Asl per monitorare le condizioni sue e del suo nucleo familiare.

Il sindaco tranquillizza la cittadinanza intera rimarcando che è in continuo contatto con gli uffici sanitari territorialmente competenti e con la Prefettura di Caserta.  “Al momento – spiega Affinito – non vi sono evidenze che la persona abbia contratto il Coronavirus o che manifesti i sintomi della comune influenza e pertanto al fine di non creare allarmismi ingiustificati si suggerisce di attenersi esclusivamente a eventuali comunicazioni che dovessero promanare dall’Ente Comunale”. Al contempo, il sindaco segue costantemente l’evoluzione della vicenda e raccomanda i cittadini di “non creare inutili allarmismi in quanto, pur in assenza di chiari evidenze, sono in corso tutti gli accertamenti del caso”.

A Casagiove il commissario ha comunicato alla cittadinanza che tutte le persone interessate da spostamenti da per le zone interessate da focolaio devo comunicare i loro spostamenti e la data di arrivo agli uffici municipali.

“Stamane riunione operativa con i Sindaci dell’alto Casertano, il direttore sanitario ed il responsabile del servizio di prevenzione Asl. Ecco le decisioni rese note dal sindaco di Teano Dino D’Andrea.

Fase I: Abbiamo deciso di emanare un avviso per munire gli uffici pubblici di mascherine, i locali commerciali di posate monouso ed i gestori di guanti, di vietare le gite scolastiche e fornire le scuole di dispenser per disinfettare le mani (tipo amuchina ).

Fase II :Parallelamente ci siamo organizzati per gestire un’eventuale epidemia. Infatti sarà istituito un numero verde distrettuale per il triage telefonico attivo 24h per evitare accessi impropri ai pronti soccorsi.
Nel caso di sospetta infezione nel distretto 14 e nei comuni limitrofi il Direttore Sanitario, su richiesta (scritta) dei Sindaci, ha assicurato il potenziamento dell’AFt (aggregazioni funzionali dei medici del territorio) per il tampone a domicilio del paziente sospetto per evitare il contatto ed il contagio nei pronti soccorsi.
Abbiamo chiesto che la Pcr (l’analisi) possa essere effettuata anche presso gli ospedali di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.

Fase III : Abbiamo anche individuato dei punti strategici nei comuni più a nord con strutture ospedaliere mobili (ma sono certo che non serviranno mai!) e per la quarantena.

Insomma, noi stiamo mettendo in essere una struttura organizzativa che spero non sarà mai attivata, ma resta fondamentale attenersi a quelle regole igienico sanitarie per evitare il contagio.”