Clan dei Casalesi in Veneto: chiesti 170 anni di carcere per 25 imputati

La Procura ha chiesto la condanna per 25 imputati coinvolti nella maxi inchiesta

Immagine di repertorio

Casal di Principe – Si è tenuta nei giorni scorsi l’ultima udienza del processo, con rito abbreviato, scaturito dalla maxi indagine che ha portato alla luce i legami tra il clan dei Casalesi con imprenditori, politici locali, bancari e professionisti in Veneto.

I pubblici ministeri della dda Roberto Terzo e Federica Baccaglini hanno invocato le condanne per 25 imputati, per circa 170 anni di carcere.

Tra gli indagai Luciano Donadio, considerato dagli inquirenti il boss dell’organizzazione, il quale ha scelto però il rito ordinario.

Ecco le richieste: per Graziano Teso, ex sindaco e vicesindaco, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, la Procura ha chiesto 4 anni; per l’avvocato Annamaria Marin, che avrebbe rivelato notizie sulle indagini a Donadio, 2 anni per favoreggiamento; ad Antonio Basile, che si sarebbe occupato di società cartiere, fatture false e frodi fiscali, 16 anni per associazione mafiosa; per Antonio Cugno (14 anni), Nunzio Confuorto (13 anni e mezzo), Tommaso Napoletano (12 anni), Giacomo Fabozzi (11 anni e 8 mesi), considerati i più vicini al “boss”, Luciano Donadio; per il poliziotto jesolano Moreno Pasqual, 6 anni; per Christian Sgnaolin (6 anni e mezzo), Girolamo Arena (5 anni e mezzo) e il nipote del boss Antonio Puoti (7 anni e 8 mesi); per Vincenzo Vaccaro 2 anni e 4 mesi, per Amorino Zorzetto 2 anni e 8 mesi, per Daria Poles 3 anni.