Svolta sull’omicidio di Vincenzo Ruggiero. Ciro Guarente vuole fare i nomi dei complici

La drammatica ricostruzione dei fatti

AVERSA / PARETE – Una svolta riguardante le indagini sull’omicidio di Vincenzo Ruggiero, in quanto l’assassino Ciro Guarente avrebbe affermato di voler collaborare e fare i nomi di tutte le persone che lo avrebbero aiutato.

Dichiarazione che, naturalmente, vanno trattate con i guanti in quanto il Guarente di certo non gode di molta credibilità.

L’assassino, come ricostruito dagli inquirenti, avrebbe ucciso e fatto a pezzi il povero 25enne di Parete lo scorso 7 luglio, presso l’abitazione di Heven Grimaldi, con cui conviveva la vittima.

Il sostituto procuratore, Vittoria Petronella, ha emesso il provvedimento di conclusione indagini per Guarente, accusato di omicidio premeditato, vilipendio e occultamento di cadavere, inoltre Francesco De Turris è statoaccusato di aver ceduto al presunto omicida la pistola calibro 7,65 usata per uccidere Ruggiero.

Secondo la ricostruzione dei periti del Tribunale di Napoli Nord e di parte della famiglia, l’omicidio premeditato sarebbe stato compiuto con la seguente successione:

Guarente ha atteso in via Boccaccio ad Aversa, presso l’abitazione di Heven, Vincenzo, di ritorno dal lavoro. Lo ha minacciato con la pistola, una calibro 7,65, e il 25enne per difendersi si sarebbe buttato a terra, ma Guarente ha esploso due colpi dall’alto verso il basso, ferendolo, ed infine il terzo colpo, quello mortale. L’assassino, ha poi messo il cadavere in un sacco nero della spazzatura e lo ha caricato in auto, come mostrano le immagini della telecamera posta sul palazzo antistante il luogo dell’omicidio.

Nel frattempo, lo stesso assassino ha cercato di eliminare le tracce, come sangue e segni di colluttazione dall’appartamento. Successivamente Guarente si è recato a Ponticelli, dove ha sparato con un fucile a canne grosse alla testa di Vincenzo, facendo ridurre in frantumi la testa del 25enne, mentre dei complici facevano esplodere delle batterie di fuochi per coprire gli spari e distrarre i residenti della zona. Poi l’assassino, ha fatto a pezzi il corpo di Vincenzo con un’accetta, tagliando un braccio destro, delle dita della mano sinistra e il bacino, versando dell’acido muriatico sul corpo e dentro per far dissolvere gli organi interni dello stesso, e poi ha cosparso del cemento sui resti. Successivamente si è recato nuovamente nel garage, e ha portato a termine il lavoro, ha mischiato i resti di Vincenzo con rifiuti e scarti edili e li ha ricoperti di cemento a presa rapida creando sul fondo del garage un massetto di 50cm.