Chianese condannato a 20 anni per disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti

Secondo gli inquirenti è considerato il re del business dei rifiuti per conto del clan dei Casalesi.

CASAL DI PRINCIPE – E’ arrivata nella giornata di sabato 15 luglio la condanna a 20 anni di carcere per disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti per l’avvocato Cipriano Chianese.

Secondo gli inquirenti è considerato il re del business dei rifiuti per conto del clan dei Casalesi.

La condanna riguarda l’interramento di rifiuti tossici nella discarica Resit di Giugliano, in provincia di Napoli, proprietà dello stesso Chianese. Con lui sono statati condannati anche: Giulio Facchi (5 anni e mezzo), ex subcommissario dell’emergenza rifiuti campana durante l’amministrazione di Antonio Bassolino; Gaetano Cerci (16 anni), imprenditore dei rifiuti legato ai Casalesi e alla P2.

Condanna a 20 anni anche per Francesco Bidognetti, già detenuto al carcere duro, colpevole di aver inquinato le falde acquifere. In aula durante la sentenza, emessa dalla V sezione della Corte di Assise, era presente anche Don Maurizio Patriciello che, della battaglia contro tutti i crimini ambientali commessi in quella che è ormai nota come “Terra dei fuochi”, è diventato l’emblema.