Mega inchiesta sui i rifiuti nel Casertano. Centinai di milioni “pilotati”. 8 indagati

Le indagine sono solo alla fase iniziale

CASERTA – Sono circa nove gli appalti finiti sotto la lente di ingrandimento dell’Antimafia di Napoli nell’ambito della mega inchiesta sul traffico di rifiuti nel Casertano.

Centinaia e centinaia di soldi pubblici banditi dal comune di Caserta, per la raccolta rifiuti, per l’impianto di compostaggio da realizzare a Ponteselice, il servizio di igiene ambientale nel comune di Aversa, la raccolta rifiuti a Cardito, a Casandrino e Sant’Arpino.

Ed ancora i bandi per il recupero della frazione umida a Recale, e per la raccolta differenziata e per le ‘casette dell’acqua’ a Casalnuovo e a Caserta.

Tutto girerebbe attorno alla figura di Carlo Savoia, fratello di un ex sindaco di Sant’Arpino ed ex presidente della Eco4.

L’inchiesta della DDA di Napoli ha portato il Noe ad eseguire decine di perquisizioni sia negli uffici che presso le abitazioni private di alcuni uomini della politica Casertana.

Carlo Savoia avrebbe agito, “predisponendo i relativi bandi di gara o parte essenziali degli stessi (requisiti di partecipazione o punteggi tecnici) col contributo illecito di pubblici funzionari”.

Nello stesso procedimento risultano indagati e destinatari di decreti di perquisizione anche Gennaro Cardone, Ernesto Scamardella e Anna Scognamiglio, suoi collaboratori, Pasquale Vitale, di professione avvocato, Paolo Galluccio, ex assessore di Aversa, Carlo Marino e Marcello Iovino, rispettivamente sindaco e funzionario del Comune di Caserta.