Casalesi. Piazze di spaccio gestite dalla fazione Schiavone

Rapporti tra il clan dei Casalesi con la malavita albanese che riforniva di droga e armi attraverso alcuni porti della Puglia

Casal di Principe – C’è anche Ivanhoe Schiavone, figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan, tra gli indagati nell’ordinanza spiccata da un Gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, a carico di diversi esponenti del clan dei Casalesi.

Tra gli arrestati c’è Oreste Diana, uomo di fiducia di Ivanhoe Schiavone, il quale si occupava principalmente delle piazze di spaccio nonché della gestione di un punto scommesse sportive, intestato a prestanomi, con sede in Trentola Ducenta.

Il traffico e lo spaccio , controllati dal Fioravante, erano materialmente gestiti da DIANA e CANTONE, con la stretta collaborazione di DELLA VOLPE.

FIORAVANTE aveva contatti su Secondigliano da dove faceva arrivare la cocaina attraverso due corrieri, anch’essi destinatari dell’odierna misura.

Sempre per lo spaccio di stupefacenti, un altro canale di rifornimento è stato individuato in un gruppo di albanesi, i quali hanno fornito alla fazione SCHIAVONE operante nell’agro aversano armi e droga importate dall’Albania attraverso alcuni porti della Puglia.

Il gruppo, perfettamente organizzato con ruoli e compiti specifici, oltre a fornire marijuana al clan, con la complicità di un italiano, gestiva anche proprie piazze di spaccio nella provincia di Caserta (Mondragone e Castel Volturno), sulle quali l’attività d’indagine ha permesso di far luce. Allo stesso tempo è stato appurato che alcuni albanesi del gruppo, oltre alla droga, sfruttavano la prostituzione di donne bulgare e rumene nelle province di Napoli e Caserta.