Casalesi in Veneto. 76 persone rischiano il processo. NOMI

Il clan dei Casalesi, in base alle indagini, si sarebbe infiltrato nel tessuto economico, imprenditoriale e amministrativo del Veneto orientale

Casal di Principe  – Chiuse le indagini della Dda di Venezia relative alle infiltrazioni del clan dei Casalesi in Veneto.

La Procura antimafia si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per 76 persone tra cui l’ex sindaco di Eraclea Mirko Mestre che fu arrestato a febbraio scorso nella maxi operazione insieme ad altre 49 persone.

Ecco l’elenco dei nomi delle persone a cui è stato notificato l’avviso di chiusura indagine:

Girolamo Arena, 37 anni; Antonio Basile, 59 anni; Michela Basso, 31 anni; Antonio Buonanno, 57 anni di Casal di Principe; Raffaele Buonanno, 60 anni di San Cipriano, Saverio Capoluongo, 43 anni di Casal di Principe; Raffaele Celardo, 35 anni; Vincenzo Chiaro, 66 anni di Castel Volturno; Nunzio Conforto; Antonio Cugno, 56 anni; Bruno Di Corrado, 69 anni; Angelo Di Corrado, 47 anni; Giorgio Digiacomo, 68 anni; Adriano Donadio, 30 anni di Casal di Principe; Claudio Donadio, 25 anni di Casal di Principe; Luciano Donadio, 53 anni di Casal di Principe; Giacomo Fabozzi, 34 anni di Aversa; Carmelo Floridia, 53 anni; Pietro Morabito, 58 anni; Tommaso Napoletano, 43 anni di Capua; Antonio Pacifico, 42 anni di Casal di Principe; Luigi Paolì, 62 anni; Valentino Piezzo, 33 anni; Tommaso Pizzo, 53 anni; Graziano Poles, 70 anni; Costantino Positò; Antonio Puoti, 33 anni di Aversa; Giuseppe Puoti, 62 anni di Villa di Briano; Salatore Salvati, 57 anni; Mauro Secchiati, 41 anni; Christian Sgnaolin, 46 anni; Antonio Paolo Valeri, 56 anni; Renato Veizi, 48 anni; Francesco Verde, 4 anni; Vincenzo Vaccaro, 43 anni; Claudia Zennaro, 40 anni; Berardino Notarfrancesco, 40 anni; Franco Breda, 53 anni; Marco Donati, 53 anni; Samuele Faè, 42 anni; Norha Elena Valencia, 51 anni; Moreno Pasqual, 55 anni; Denis Poles, 47 anni; Graziano Teso, 71 anni; Tatiana Battaiotto, 43 anni; Vincenzo Centineo, 69 anni; Annamaria Marin, 57 anni; Camil Ikic, 65 anni; Angelo Primo Sciortino, 45 anni; Pietro Nicolosi, 48 anni; Giuseppe Lazzara, 64 anni; Andrea Giacoponello, 47 anni; Filomena Iorio, 58 anni di Casal di Principe; Emiliano Alberto Pavan, 46 anni; Erges Hyso, 27 anni; Fabrizio Formica, 51 anni; Milva Zangrando, 57 anni; Ennio Cescon, 55 anni; Antonello Franzin, 57 anni; Angelo Nopetti, 57 anni; Vittorio Orietti, 70 anni; Slavisa Ivkovic, 57 anni; Slobodan Ivkovic, 36 anni; Manuel Franchellucci, 42 anni; Giuseppe Daniel, 57 anni; Daria Poles, 36 anni; Mirco Mestre, 45 anni; Amorino Zorzetto, 65 anni; Giorgio Minelle, 61 anni; Lefter Disha, 47 anni; Elton Koka, 34 anni; Altin Skenderi, 43 anni; Fabio Sartorel, 46 anni; Michele Pezone, 51 anni di Aversa; Emanuele Zamuner, 48 anni; Claudio Casella, 53 anni.

Il clan dei Casalesi, in base alle indagini, si sarebbe infiltrato nel tessuto economico, imprenditoriale e amministrativo del Veneto orientale. Parliamo del ricco Nord-Est, considerato tra i propulsori della Penisola. Sono 81 i voti che nel 2016, hanno portato alla vittoria di Mestre sul suo avversario, l’uscente Giorgio Talon (espressione del centrosinistra). Uno scarto favorevole, ipotizzano i magistrati, ottenuto anche grazie a un pacchetto di voti messo a disposizione dalla camorra. In cambio di cosa? Di autorizzazioni a costruire e affidamento di appalti, naturalmente. Ed è per questo, per comprendere se ancora oggi, a Eraclea, siano al lavoro ditte sospette, Zappalorto ha passato ai raggi X un lungo periodo di attività amministrativa e di presunti contatti che sarebbero stati imbastiti tra alcuni esponenti politici locali e il vertice del gruppo malavitoso, Luciano Donadio, 53enne imprenditore edile originario di Casal di Principe e trapiantato in Veneto. Nel 2006 Donadio aveva patteggiato una pena a un anno e otto mesi di carcere per il reato di usura. Sotto la lente sono finite proprio le attività, legate all’edilizia, del presunto terminale dei Casalesi.

L’operazione, una delle più eclatanti condotte nel Nord-Est ha fatto emergere il radicamento della malavita organizzata nel Veneto. Accuse a vario titolo per voto di scambio, associazione mafiosa e altri gravi reati. Gli arresti sono stati eseguiti a Eraclea, a Casal di Principe, e presso altre località del Veneziano. Secondo gli inquirenti, il clan dei Casalesi avrebbe nel tempo, sostituito nelle attività illecite la mala del Brenta, quella guidata per anni da Felice Maniero, oggi tornato in carcere per maltrattamenti alla moglie. Uno dei filoni dell’inchiesta è incentrato sulle costruzioni da realizzare sulla costa adriatica veneziana, segmento economico che da sempre fa gola alle organizzazioni malavitose considerato che, inoltre, la riviera Eracleamare è la prima e unica località turistica italiana ad aver raggiunto un sistema di ecocompatibilità totale.