“Casalesi ancora attivi e forti”. La relazione della Dia

"Riesce ancora efficacemente a difendere e curare i propri interessi illeciti attraverso ramificazioni finanziarie anche internazionali"

Mappa Camorra caserta

Casal di Principe – Ecco un passaggio molto importante della relazione semestrale della Dia al parlamento, riguardante il clan dei Casalesi in Campania:

“Ancora più insidiosa, rispetto alle manifestazioni di violenza, appare la strategia di “sommersione”, tesa ad infiltrare l’economia e la politica e a stringere accordi con altre organizzazioni criminali di diversa matrice territoriale, italiane e straniere. I numerosi clan che fanno parte di questa galassia, nella quale si inserisce a pieno titolo il cartello casertano dei Casalesi il quale, nonostante le numerose inchieste giudiziarie e i provvedimenti patrimoniali, riesce ancora efficacemente a difendere e curare i propri interessi illeciti attraverso ramificazioni finanziarie anche internazionali e importanti reti di imprese controllate da fiduciari dell’organizzazione“.

“A tale scopo – si legge ancora nella relazione – i Casalesi possono contare su interlocutori con specifiche e diverse competenze professionali, capaci di gestire attività economiche di elevata e sofisticata complessità. Sono significative le parole del Procuratore di Napoli, nel corso della sua audizione presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, del 24 ottobre 2019.”

Continuando – “Il Capo della Procura Distrettuale ha, tra l’altro, sottolineato la capacità della camorra di mantenere inalterata ‘la pressione mafiosa’ sulle istituzioni pubbliche e l’attitudine a inserirsi nei mercati, al pari di altre componenti ordinarie, ma contribuendo a saldare fra loro ‘le logiche, i canali fiduciari e le tecniche della corruzione e dell’evasione fiscale. Inoltre – prosegue la Dia – ha ulteriormente specificato che la sedimentata duttilità dei gruppi di modularsi secondo differenti contesti operativi e il ripudio della contrapposizione frontale con lo Stato ne ha agevolato i processi adattativi alle logiche di mercato, facilitandone l’espansione“