Buoni spesa a San Cipriano. “La Finanza controllerà quanto dichiarato”

"Tutte le domande saranno trasmesse alla Guardia di Finanza per la verifica dell’effettivo stato di indigenza dichiarato" afferma il primo cittadino

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San Cipriano d’Aversa – Ben 752 domande pervenute al comune di San Cipriano d’Aversa, di queste sono state accettate 656.

Sono questi i numeri delle richieste dei buoni spesa nel comune dell’Agro Aversano. Tra le tantissime richieste, però, anche tanti “furbi” i quali hanno dichiarato il falso per poter accedere ai contributi statali.

Proprio su questo la Guardia di Finanza di Aversa effettuerà molte verifiche su segnalazione dell’ente comunale guidato dal sindaco Vincenzo Caterino.

“Il Responsabile dei servizi sociali del Comune in data 31/03/2020 ha predisposto l’avviso riportando quale termine di scadenza per la presentazione delle domande il 07/04/2020 ed entro tale termine sono pervenute in totale n.752 domande. I richiedenti hanno dichiarato sotto la propria responsabilità di non percepire altri sussidi e/o reddito, consapevoli delle conseguenze che si hanno nel caso di dichiarazioni false. Il Comune, pur non essendo tenuto ad effettuare controlli preliminari, cosi come previsto dal provvedimento della protezione civile, ha effettuato per il tramite dell’ufficio servizi sociali specifiche verifiche; nella specie, per accertare la veridicità delle dichiarazioni rese sono state utilizzate tutte le informazioni già in possesso dei servizi sociali e rilevabili d’ufficio, la piattaforma GEPI e sono stati incrociati i dati anagrafici con l’ausilio dei servizi demografici. Avremmo voluto acquisire anche anche le attestazioni ISEE ma ci sarebbero voluti mesi e non potevamo permetterlo.”

“All’esito delle prescritte verifiche, gli ammessi al beneficio sono stati in totale n. 656 In linea con gli indirizzi forniti dalla Giunta Comunale sono stati erogati buoni spesa pari ad €.20,00 per ciascun componente il nucleo nella misura massima di €.60,00 ai soggetti non percettori di reddito di cittadinanza, ovvero percettori di reddito di cittadinanza inferiore ai €.300,00 mensile e comunque in stato di bisogno. Questi sono i fatti oggettivi…veniamo ora ad alcune brevi ma necessarie considerazioni. L’amministrazione comunale ha operato nel pieno rispetto della legge ponendo in essere anche controlli preliminari non previsti e ciò al fine di evitare che i buoni spesi potessero finire nelle mani sbagliate.”

Pertanto, al fine di contrastare eventuali comportamenti illegali ed immorali, che se posti in essere non hanno fatto altro che danneggiare famiglie effettivamente bisognose, pur non essendo obbligati da alcuna disposizione di legge e al solo fine di accertare eventuali comportamenti illegittimi e irresponsabili, vi anticipo che, tutte le domande saranno trasmesse alla Guardia di Finanza per la verifica dell’effettivo stato di indigenza dichiarato. I furbi (o presunti tali) si assumeranno le responsabilità di quanto dichiarato e nel caso in cui dovesse essere accertato che le attestazioni erano mendaci saranno perseguiti per gli illeciti civili e penali posti in essere.”

“Non ho ritenuto opportuno, né tantomeno giusto, ritardare la consegna dei buoni per porre in essere chissà quali ulteriori controlli che mai avrebbero potuto scongiurare del tutto comportamenti disonesti. Il mio primo obbiettivo è sempre stato quello di far arrivare i buoni spese ai nostri concittadini il prima possibile anche per dar loro sollievo in un momento particolare rappresentato dalle festività pasquali. Ai disonesti dico che non resteranno impuniti”.