Caserta: camorra, il boss di Caserta resta al carcere duro

Per la Settima Sezione della Cassazione non ci sono le basi per rivedere il provvedimento restrittivo

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Il boss di Caserta Antonio Della Ventura resta al carcere duro. La Corte di Cassazione, infatti, ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato difensore del 56enne affiliato al clan Belforte.

Il Tribunale di sorveglianza aveva confermato “la capacità dell’interessato di mantenere contatti con un’organizzazione criminale esterna”.

Della Ventura, alias “O Coniglio”, è stato più volte condannato per associazione mafiosa e per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e per omicidi (tentati e consumati) con l’aggravante dell’articolo 7.

Per la Settima Sezione della Cassazione non ci sono le basi per rivedere il provvedimento restrittivo. Nelle motivazioni si legge “Il ricorso si limita a contestare le argomentazioni del provvedimento impugnato, individuando in modo assolutamente generico e non autosufficiente talune omissioni inesistenti, e tendendo in realtà a provocare una nuova – e non consentita – valutazione del merito delle circostanze di fatto, in quanto tali insindacabili in sede di legittimità. Il Tribunale di sorveglianza di Roma, invero, ha correttamente valutato gli elementi risultanti dagli atti, soffermandosi sulle circostanze riportate in punto di fatto e argomentando dalle stesse, con motivazione congrua, adeguata e priva di erronea applicazione della legge penale e processuale, la sussistenza dei presupposti legittimanti la proroga del regime penitenziario differenziato”.