Attualità dei Bitcoin: alla ricerca del prezzo giusto

Sembrava che il 2018 potesse essere l’anno della definitiva consacrazione dei Bitcoin

La vita delle criptovalute è strana, è come un continuo alternarsi di picchi elevatissimi e cadute dolorose, ma alla fine dove arriverà il prezzo di Bitcoin e simili? Resta sempre difficile fare previsioni a riguardo, certo è che stando ai dati offerti dagli analisti, in questo settore il grosso delle buone probabilità di riuscita di un’operazione dipende dalla capacità di studiare le notizie di mercato in cerca di una buona finestra di entrata.

Il crollo di Bitcoin di dicembre 2018

Sembrava che il 2018 potesse essere l’anno della definitiva consacrazione di Bitcoin e compagni nell’albo degli asset di investimento più importanti per i mercati finanziari, invece al contrario, è stato l’anno del loro crollo. Stando a tale situazione gli analisti di settore confermano che gli scenari di una possibile adozione delle valute virtuali come mezzo di scambio alternativo rispetto alle valute tradizionali, resta a tutt’oggi una chimera.

Come ricordano anche gli analisti di mercati24.com, nel dicembre 2017 il picco raggiunto dai Bitcoin raccontava tutta un’altra storia. Si parla di uno spike a quota 17 mila dollari per un singolo bitcoin, mentre per buona parte di dicembre 2018 la quotazione ha viaggiato molto spesso intorno a quota 3600 dollari: parliamo dell’80% di valore in meno. I mercati iniziano quindi a diffidare da Bitcoin come possibile asset che riesca a rappresentare una riserva di valore nel tempo, tutt’altro, i Bitcoin si caratterizzano per estrema volatilità.

Gli studiosi in recenti conferenze si sono dimostrati tutti concordi su un fatto: è il fatto stesso che il Bitcoin non sia ancora un mezzo di pagamento concreto, realistico, standard a fare in modo che le sue quotazioni restino sempre così volatili. Gli manca un’utilità intrinseca come mezzo di scambio che possa avere la funzione di ancoraggio del suo valore.

A causa della volatilità il Bitcoin ha perso anche l’altra caratteristica che l’avvicinava a vera e propria moneta, ovvero la capacità di definire il valore di un qualcosa. A dicembre 2017 un’automobile meglio di un’utilitaria costava 1 Bitcoin, a un anno di distanza ne costa quasi 5, questo descrive perfettamente la parabola della criptomoneta più famosa al mondo.

Bitcoin come asset di investimento in borsa

C’è però un settore dove l’attenzione per Bitcoin non è mai calata ed è quello del trading online. Ci sono molti broker per trading che concedono ormai regolarmente l’opportunità di investire sul Bitcoin e trarre vantaggio da quello che per il mercato è il principale difetto di questo stesso asset: la forte volatilità che contraddistingue le quotazioni di tutte le principali criptovalute su cui è possibile effettuare operazioni di compravendita.

Per chi opera da puro e semplice speculatore sui mercati finanziari, dichiarano le piattaforme di trading, non c’è alcun bisogno che un asset sia o resti stabile, al contrario, per creare occasioni di investimento c’è bisogno che l’asset in questione sia il più volatile possibile per garantire al trader i più alti profitti possibili nel più ristretto lasso di tempo possibile.

I Bitcoin rappresentano dunque un’arma a doppio taglio in questo momento: da una parte fanno schizzare alle stelle i profitti degli operatori finanziari più avveduti, dall’altra fanno impazzire chi li acquista sul mercato e li conserva sperando in un boom del loro prezzo.