Arresta la “banda del tabacco”. I NOMI, uno è ricercato

Il G.I.P., a seguito della richiesta avanzata da questa Procura, applicava la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza

Immagine di repertorio

Macerata Campania / Portico di Caserta – Nella giornata di ieri 9 luglio i Carabinieri della Stazione di Macerata Campania hanno dato esecuzione in Portico di Caserta (CE) ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), su richiesta della Procura, nei confronti del caturanese CRISTILLO Samuele (23 anni), GRAVINA Carmine (47 anni) e GRAVINA Domenico (56 anni ) ed altra persona allo stato irreperibile, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di furto e ricettazione di tabacco essiccato (artt. 416, 110, 624, 625 e 648 c.p.).

Il provvedimento cautelare recepisce l’esito di una complessa attività investigativa, diretta dalla Procura e condotta dal citato Reparto dell’Arma dal gennaio 2017 al marzo 2018 atti verso l’analisi del traffico telefonico delle utenze in uso agli indagati e del tracciato del localizzatore di posizione GPS dei veicoli dagli stessi utilizzati per commettere i furti, il tutto seguito da ulteriori attività di riscontro.

Le indagini hanno consentito di ricostruire la consumazione di 23 furti aggravati ed un episodio, contestato a due degli indagati, di ricettazione, condotte commesse in Santa Maria Capua Vetere, Macerata Campania, Curti, Cava dei Tirreni (SA) ed altri comuni della Provincia di Caserta.

In particolare, le indagini hanno permesso di acclarare che gli indagati, utilizzando veicoli appositamente noleggiati, sottraevano di tabacco essiccato presso le serre di agricoltori locali nonché presso case rurali ove il tabacco veniva stilato. E’ stato altresì accertato che, in un’occasione, circa 5 quintali di tabacco provento di un episodio di furto contestato, erano stati ricollocati sul mercato nazionale. Il danno patrimoniale è stato quantificato in circa 85.000 euro.

Il G.I.P., a seguito della richiesta avanzata da questa Procura, applicava la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza.