Casalesi infiltrati nel Veneto. Arresti anche nella politica. Vasta operazione

Oltre 300 uomini impiegati per trarre in arresto 50 persone in due regioni

Immagine di repertorio

CASAL DI PRICINPE – Duro colpo inferto alla camorra infiltrata nella regione del Veneto.

La Guardia di Finanza e la Polizia, coordinate dalla Dda di Venezia, hanno eseguito 50 misure cautelari (47 in carcere, 3 ai domiciliari) e 9 provvedimenti di obbligo di dimora e di altro tipo come il divieto si svolgere la professione di avvocato.

Sequestrati beni per 10 milioni. Gli arresti sono scattati questa mattina all’alba tra Venezia, Casal di Principe, in provincia di Caserta, e in altre località del veneziano.

I destinatari del provvedimento sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso e altri gravi reati. Tra gli arrestati il sindaco di Eraclea, Mirco Mestre.

L’indagine è stata condotta dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste e dalla squadra mobile di Venezia. , mentre a coordinare l’inchiesta è il sostituto procuratore veneziano Roberto Terzo, e l’ordinanza è stata emessa dal gip Marta Paccagnella.

Le indagini continuano anche per quanto riguarda i rapporti con la politica e presunti voti di scambio, in particolare in rapporto con il clan dei Casalesi.

Sarebbero state accertate decine di estorsioni per riscuotere crediti, truffe all’erario ed armi. Secondo l’accusa, la Camorra si era infiltrata nel Veneto Orientale facendo affari e perfino garantendo i voti necessari all’elezione di un sindaco, quello di Eraclea.

Nomi eccellenti fra i cinquanta arrestati come il sindaco Mirco Mestre, avvocato, mentre risulterebbe indagato il suo vice, Graziano Teso, colui che che viene considerato il referente locale del clan dei casalesi, Luciano Donadio, 53 anni e su figlio Adriano Donadio.