Appalti per Milioni di euro in mano al clan dei Casalesi. Indagato ex dirigente

Una volta aggiudicatisi i lavori i due imprenditori versavano il 10% dell’importo di assegnazione dell’appalto alla consorteria

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Casal di Principe / Villa Di Briano – Determinanti le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia per gli arresti di Raffaele Pezzella e Tullio Iorio.

I pentiti avrebbero descritto di un business di Milioni di euro durato per oltre 10 anni, in mano al clan.

I Casalesi erano interessati a numerosi appalti pubblici, come la manutenzione delle strade, i lavori nelle scuole e la regimazione dei Regi Lagni. La Dda aveva chiesto un provvedimento cautelare anche per un ex dirigente della Provincia di Caserta, originario di Casal di Principe, ed un 40enne di Maddaloni.

Il provvedimento trae origine da un approfondimento investigativo condotto tra l’agosto 2015 e settembre 2018 dal Reparto Anticrimine di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a seguito della conclusione, il 14 luglio 2015, dell’operazione denominata ”Sistema Medea” , giunta a sentenza in appello con pesanti condanne per i principali imputati, e focalizzato sulle dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia circa il ruolo svolto dai due imprenditori del settore edile, ritenuti gravemente indiziati di essere i referenti, soprattutto nell’ambito dei lavori pubblici, dei sodalizi camorristici Schiavone e Russo, a Casal di Principe e comuni limitrofi.

In particolare, i riscontri effettuati dal Ros hanno permesso di far luce sulla partecipazione di citati Pezzella e Iorio, attraverso ditte a loro riconducibili, a gare di appalto per la realizzazione e la manutenzione di opere commissionate dalla Amministrazione Provinciale di Caserta, con la piena consapevolezza, secondo gli inquirenti, di risultarne assegnatari nel rispetto di pregressi accordi spartitori decisi fra i vertici del sodalizio mafioso di riferimento (famiglie Schiavone e Russo) e altre fazioni dell’organizzazione casalese (Iovine, Zagaria e Bidognetti).

Una volta aggiudicatisi i lavori, hanno stabilmente versato somme di danaro contante corrispondente al 10% dell’importo di assegnazione dell’appalto alla consorteria, che gli garantiva anche la regolare e tranquilla esecuzione delle attività lavorative.