AFRAGOLA. Guerra aperta. 5 morti in pochi mesi La pista è quella dell’alta velocità

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AFRAGOLA – La situazione riguardante il controllo della zona nord di Napoli è molto incandescente.

Nell’arco di 6 mesi circa si sono registrati 5 morti, tutte vittime di agguati di camorra. A dicembre scorso fu ucciso Mauro Pistilli, 52 anni, titolare del bar Beautiful a Crispano, a febbraio 2017 viene ucciso l’imprenditore Antonio Varracchio, 52 anni, incensurato.

A marzo Antonio Vitale, 53 anni, sorvegliato speciale. Salvatore Caputo due settimane fa, ucciso a 72 anni nella sua auto, imprenditore ed ex assessore comunale, considerato dagli inquirenti vicino al clan Moccia.

Infine ieri ad Afragola Remigio Sciarra, 52enne collegato al clan Cennamo, ucciso davanti al figlio di 11 anni.

Secondo gli investigatori tutte queste morti sarebbero collegate direttamente o indirettamente agli affari della Tav, la stazione dell’Alta Velocità di Afragola, la quale ha già portato milioni di euro e continuerà a portarne.

Un affare troppo grande, che magari qualche clan o fazione ha deciso di non dividere con nessuno, ma naturalmente, questa al momento rimane una possibilità investigativa.