Home Aversa 13enne esorcizzata dal parroco di Casapesenna. Il servizio delle Iene. Interviene anche...

13enne esorcizzata dal parroco di Casapesenna. Il servizio delle Iene. Interviene anche il Vescovo

Pensano di curare la piccola 13enne con gli esorcismi

AVERSA / CASAPESENNA – Nella serata di ieri è andato in onda un servizio della trasmissione Tv Le Iene, riguardante degli esorcismi su una bambina di 13 anni originaria di Casapesenna.

Secondo il servizio la vicenda partirebbe quando la sorella maggiore della 13enne dichiara ai genitori la sua omosessualità, scatenando disapprovazione ed aggressioni da parte del padre, alle quali ha assistito anche la sorella piccola di 13 anni.

Proprio questa situazione avrebbe scatenato, nella bimba, dei disturbi di conversione, cioè un blocco psicologico.

Sempre come riportato dal servizio, i genitori inizialmente si sarebbero rivolti ai medici con la somministrazione di farmaci, ma poco dopo si affidarono ad un sacerdote, il quale anche tre volte a settimana la sottoponeva a riti di esorcizzazione, anche violenti.

La sorella maggiore, decide, così, di presentare un esposto alla Polizia, ma che da allora non è accaduto ancora nulla. Il servizio tv ha spinto il Vescovo di Aversa a rilasciare un comunicato stampa che riportiamo di seguito:

Come Vescovo della diocesi di Aversa, per venire incontro alle legittime domande di tanti e per chiarezza e serenità, in ordine a quanto trasmesso ieri sera, 14 febbraio 2018, nel corso del programma televisivo “Le Iene” andato in onda sul canale “Italia Uno”, desidero precisare che, per evidenti esigenze di montaggio, non è stato ripreso interamente quanto da me detto all’intervistatore.

Sicuramente, infatti, posso dire di aver dichiarato che non avevo chiesto di ritirare l’esposto presentato alla Polizia contro il Sacerdote Michele Barone e che la frase riportata aveva il senso di tentare una forma di dialogo tra la figlia ed i genitori allo scopo di riportarli ad una più realistica valutazione circa le cure da offrire alla figlia più piccola.

Inoltre, per quanto al giornalista intervistatore la cosa potesse sembrare di dubbia o scarsa efficacia, devo ancora precisare di aver affermato che dell’argomento si stava da tempo interloquendo con lo stesso Sacerdote, allo scopo di evitare che continuasse ad usare modi e forme come quelli riportati nel servizio televisivo, e che non si facesse confusione sul senso della preghiera che, nella sua verità, non prescinde affatto dal percorso medico. Allo stesso giornalista, infatti, avevo precisato che la nostra posizione, riprendendo l’insegnamento di Giovanni Paolo II, considera la fede e la ragione, con la sua scienza, “due ali” capaci di sollevare l’umanità. Come la storia spesso ha dimostrato, escludere una delle due possibilità significa mutilare e impedire all’umanità di vivere in pienezza.

In conclusione, e anche questo è stato detto al giornalista, posso assicurare che non si è lasciata cadere l’attenzione sulla situazione e sullo stesso Sacerdote.

Angelo Spinillo