Terremoto a Macerata. Interdittiva antimafia per ditta Casertana

Lavori bloccati dalla Prefettura

CASERTA – La Prefettura di Caserta ha emesso un decreto interdittivo nei confronti dell’impresa Eni srl di Salvatore Piccolo impegnata in due cantieri post sisma in provincia di Macerata.

Si tratta dei lavori della messa in sicurezza della basilica di San Nicola a Tolentino, parzialmente riaperta nel dicembre scorso, e il restauro di una struttura ricettiva a Valfornace.

La ditta avrà 60 giorni di tempo per fare ricorso e dimostrare la regolarità della propria posizione. Intanto, i lavori dovranno essere sospesi.

Lo hanno riferito in una conferenza stampa il segretario provinciale di Macerata della Cgil Daniel Taddei e il segretario provinciale Fillea Cgil Massimo De Luca.

Era stata la Cgil a sollevare dubbi sulla regolarità dell’impiego della ditta vincitrice degli appalti. La Eni srl aveva chiesto nel dicembre 2017 il certificato antimafia e, non avendolo ottenuto, aveva presentato ai Comuni appaltanti un’autocertificazione. Il sindacato, su indicazione di operai, aveva segnalato che a dirigere i lavori in cantiere non sarebbe stato il titolare dell’impresa, Salvatore Piccolo, ma suo fratello Raffaele che il 7 gennaio è stato rinviato a giudizio nell’inchiesta «The Queen» della Dda di Napoli su presunti appalti pilotati. Raffaele Piccolo, hanno fatto sapere i sindacati, aveva anche firmato il contratto di rete della ditta Euroimpresit con la capofila Intech il 28 settembre 2017 su procura del fratello Salvatore.

Sono aziende che figurano negli appalti del Consorzio Arcale per la costruzione delle casette. Con i contratti di rete, osservano i sindacati, si conosce la capofila, come appunto la Intech, e la normativa non consente di sapere quali imprese ci siano dietro e operino con il sistema del «distacco di manodopera». Dopo aver chiuso le indagini sull’impresa Europa srl – presunte irregolarità nell’intermediazione di manodopera – la Procura di Macerata indaga su un’altra ditta: sarebbero tre gli indagati per sfruttamento del lavoro e riciclaggio. Lavoratori avevano notato che sulla Poste Pay da aprire per lavorare nei cantieri, ci sarebbero stati strani movimenti di denaro.