MANICOMIO DI AVERSA. Totalmente abbandonato. Uno spreco da 2 Milioni di euro

AVERSA – Fu fondato nel 1813 da Gioacchino Murat, e rappresentava un motivo di vanto per il comune normanno. E’ stato il primo manicomio d’Italia, che nonostante l’abbandono conserva un altare di grande interesse scultoreo attribuito a Giovanni da Nola, il Merliani secondo alcuni, mentre altri lo attribuiscono allo scultore partenopeo Salvatore Caccavello.

Ma in che condizioni si trova adesso? E’ in uno stato di totale abbandono. La proprietà si divide tra l’Asl e il comune di Avesa, proprio quest’ultimo acquistò per la cifra di 2 milioni di euro, la sezione del Leonardo Bianchi. Sarebbe dovuta essere recuperata in blocco, riportarla alla luce, ma ad oggi non è stato ancora fatto nulla. Ai cittadini, naturalmente, non è accessibile a causa anche delle sue condizioni pericolose per chiunque decida di avventurarsi nelle varie ale della struttura.

Ma non tutti sanno che nell’ex manicomio civile si trova ancora una biblioteca di libri del seicento, molti in copia unica e testi religiosi di grande valore. Naturalmente il tutto è lasciato lasciato alla mercè di vandali, ladri e intemperie. Non molto tempo fa una zona dell’ex manicomio venne data alle fiamme. Inoltre al suo interno è presente un parco verde di enormi proporzioni, purtroppo non sfruttabile dai cittadini aversani.

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