INDAGINI SUI CONTI CORRENTI DEL VESCOVO DI PIEDIMONTE MATESE E UNA PERPETUA. Spariscono quasi 500mila euro

PIEDIMONTE MATESE – Le indagini sono partite nel 2013 a seguito di una segnalazione anonima all’autorità giudiziaria. I carabinieri dopo le verifiche sui conti corrente hanno accertato che sul conto a disposizione del vescovo mancavano circa 488mila. Soldi trovati sul conto corrente della perpetua della diocesi di Alife-Caiazzo.

Circa 400mila euro sarebbero stati versati infatti sul conto della perpetua, ma ancora non è chiaro il motivo. Naturalmente le indagini sono ancora in corso e si sta cercando di ricostruire effettivamente la dinamica dei fatti. A tal proposito vi riportiamo il comunicato stampa della curia:

“Circa la notizia diffusa oggi dalla stampa sull’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, relativa all’ipotizzata “appropriazione di 894.636,30 euro che erano nelle disponibilità dell’anziano sacerdote don Giuseppe Leone”, si precisa quanto segue:

– il suddetto sacerdote, all’epoca dei fatti, era nelle piene facoltà di intendere e di volere ed era sua manifesta volontà quella di destinare alla Diocesi di Alife-Caiazzo la somma di 588.636,30 euro;

– il Vescovo, in quanto legale rappresentante, è stato il “necessario tramite” del passaggio della predetta somma tra il suddetto sacerdote e la Diocesi, che resta la destinataria ultima dell’intera somma;

– il sacerdote, che non aveva eredi, è stato ospitato per 70 anni in Seminario, che riteneva la “sua casa” e la “sua famiglia”.

Pertanto, l’accusa è da ritenersi del tutto infondata

Si chiarisce, inoltre, che la somma, affidata da don Peppino Leone al Vescovo, è stata di già interamente utilizzata a fini istituzionali e pastorali della Diocesi, come è stato ampiamente documentato e certificato in Procura. Nei prossimi giorni gli Uffici di Curia ne daranno diffusione.

Si aggiunge che l’approfondita indagine della suddetta Procura sui conti personali del Vescovo non ha riscontrato alcun trasferimento o movimentazione finanziaria diretta, inerente la predetta somma, né in Italia né all’Estero. Le uniche somme personali del Vescovo, rinvenute nelle indagini, ammontano a euro 17.567,34, più un buono postale del valore di 2.500 euro.

Nella ferma convinzione che l’operato del Vescovo è stato del tutto trasparente, confidiamo nel lavoro della Magistratura e siamo vicini al nostro Pastore nella preghiera al Signore che conosce il cuore dell’uomo.”