Capua. Gli promette incontro hot, ma era una trappola. Rapinato e picchiato. Arrestato 43enne

L'uomo convince l'anziano a seguirlo in un casolare ma poi viene pestato

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nella giornata di oggi, nel comune di Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri della locale Stazione, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), su conforme richiesta di questa Procura, nei confronti di Walter Nocera (43 anni).

L’uomo è gravemente indiziato dei reati di rapina aggravata (art. 628 co . 1 e co. 3 n. 1 e 3 quinquies) e lesione personale aggravata (arti. 582, 585 c.p.).

Il provvedimento recepisce l’esito di una mirata e tempestiva attività investigativa diretta dalla Procura e condotta dal predetto Reparto dell’Arma, da novembre 2018 a gennaio 2019.

In particolare, il 19 novembre i militari dell’Arma, intervenivano in via Silvestrelli, ove era stata segnalata la presenza di una persona anziana che aveva riportato lesioni e presentava evidenti ferite in volto.

Invero, la vittima riferiva che in quella mattinata, mentre si trovava a Capua nei pressi della fermata del bus, era stata avvicinata da un giovane, di circa 30 anni, che l’aveva invitata a seguirlo a Santa Maria Capua Vetere, dove le avrebbe fatto incontrare una ragazza in una masseria. Successivamente il giovane conduceva l’anziano dapprima al bar vicino alla stazione per, poi, prendere il treno che avrebbe consentito loro di raggiungere il centro sammaritano.

Giunti alla stazione ferroviaria percorrevano una parte del centro abitato fino a giungere in un casolare di campagna ove il giovane invitava l’anziano ad entrare per incontrare la ragazza.

È proprio in questo frangente che la vittima, immediatamente dopo essere entrata nel casolare, veniva colpita con un bastone in legno nonché percossa ripetutamente in varie parti del corpo. Subito dopo il rapinatore le strappava la tracolla prelevando dal suo interno il portafogli da cui sottraeva la somma di 200 euro.

L’esame delle immagini raccolte dai diversi circuiti di videosorveglianza, l’esito dell’analisi del traffico telefonico dell’utenza in uso alla vittima, la denuncia sporta unitamente ai verbali di individuazione personale effettuati ed i referti medici attestanti le lesioni subite, consentivano di acquisire un solido quadro indiziario nei confronti del NOCERA, in ordine alla realizzazione dei fatti contestati.

Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da quest’Ufficio anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per il predetto indagato la misura cautelare personale della custodia in carcere.